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martedì 24 luglio 2012

Impara l'umiltà dal Signore



Quando mi apparvero i demoni, nella mia paura esclamai: 

“Signore, vedi che i demoni mi impediscono di pregare. 

Dimmi tu cosa fare perché fuggano lontano da me”. 

E il Signore mi confidò: 

I demoni non cessano di tormentare le anime orgogliose”. 




Replicai: 

“Signore, illuminami: 
quali pensieri renderanno umile la mia anima?”. 

Questa la risposta che ricevetti: 
“Tieni il tuo spirito agli inferi, e non disperare!”

Da allora iniziai a fare così 
e tutto il mio essere ha trovato pace in Dio.

L'anima mia impara l'umiltà dal Signore.
Non c'è nulla di più grande che imparare l'umiltà di Cristo... 

Silvano del Monte Athos (1866-1938)

lunedì 16 luglio 2012

Uomo di preghiera

«Se vuoi sopporta­re con pazienza 
le avversità e le mise­rie di questa vita, 
sii uomo di pre­ghiera. 

Se vuoi conseguire virtù e forze 
per vincere le tentazioni del nemico, 
sii uomo di preghiera. 

Se vuoi morti­ficare la tua volontà 
con tutte le sue passioni e i suoi desideri, 
sii uomo di pre­ghiera. 



Se vuoi conoscere le astuzie di Satana 
e difenderti dai suoi inganni, 
sii uomo di pre­ghiera. 

Se vuoi vivere lietamente e procedere dolcemente 
per la strada della penitenza e dell'affanno, 
sii uo­mo di preghiera. 

Se vuoi allontanare dalla tua anima le mosche importune 
di vani pensieri e sollecitudini, 
sii uo­mo di preghiera. 

Se vuoi sostentare la tua anima con la pienezza della devo­zione 
e tenerla sempre piena di buoni pensieri e desideri, 
sii uomo di pre­ghiera. 

Se vuoi rafforzare e rinsaldare il tuo cuore sulla strada di Dio, 
sii uo­mo di preghiera. 

Infine, se vuoi sradi­care dalla tua anima tutti i vizi 
e pian­tare al loro posto la virtù, 
sii uomo di preghiera, 

poiché nella preghiera si ri­ceve l'unzione e la grazia dello Spirito
Santo, che insegna ogni cosa. 

Inoltre, se vuoi salire alle altezze della con­templazione 
e godere dei dolci abbrac­ci dello Sposo, 
impegnati nella pre­ghiera, 

perché questa è la strada per cui l'anima sale 
alla contemplazione e al piacere delle cose celesti».

SAN BONAVENTURA

giovedì 7 giugno 2012

La radice contemplativa

Non aver paura del silenzio


Non c’è attività duratura e intelligente di costruzione della città
senza una radice contemplativa, che è la capacità di silenzio,
di deserto interiore, di pausa, in cui si riceve la Parola di Dio, la si ascolta
e quindi si costruisce anche dal punto di vista intellettuale una certa visione del mondo. 

Cosicché il fare non sia determinato solo dalle urgenze, dalle necessità, 
ma sia ritmato da questo progetto che nasce da un ascolto della Parola 
e da un atteggiamento di deserto, di silenzio contemplativo. 

Quanto maggiori sono le responsabilità di una persona, 
tanto più si devono trovare ogni giorno 
più lunghe ore di silenzio contemplativo. 

Bisogna cercarlo, e lottare per averlo, per non farsi travolgere dalle cose, 
dalla valanga di parole dette a vanvera, di giudizi affrettati. 

Il silenzio è sempre difficile.
 

Il silenzio bianco ancor di più: il silenzio nero è pura assenza di suoni, 
quello bianco è sintesi di tutti i colori. 
Ed è questo che bisogna imparare a esercitare. 

Superare, guardare in faccia la paura del silenzio, 
nella quale emergono alcuni mostri interiori, 
per imparare che si possono esorcizzare e si può dare loro un senso.

Carlo Maria Martini