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lunedì 30 luglio 2012

I grandi draghi e la fiducia in Dio (2)


Qualunque sia il trauma che ti impedisce la fiducia in Dio,
poni il tuo sguardo sull’amore di Dio.

Ci sono vari testimoni che possono mostrartelo.

Una signora ci ha raccontato i seguenti fatti:

“Nella mia gioventù, mi sono sentita ingannata dalla mia stessa famiglia
e sono cresciuta piena di complessi e insicurezze, di paure e di dubbi
e al tempo stesso di orgoglio e di superbia.

Con tutti questi pesi, andavo cercando dove appoggiarmi.
Mi sposai sperando di trovare appoggio e amore:
fu un fallimento molto amaro, non incontrai amore né seppi darlo.
Ai miei figli davo solo cibo e soldi, ma non gli davo amore né affetto sincero.

Sentii una grande ribellione verso Dio e incominciai a insultarlo dicendogli:
che razza di Padre sei tu, che riempi la mia vita di tanta amarezza?
Tutti gli uomini mi sembrano migliori di mio marito!


In una occasione mi innamorai follemente di un uomo,
che sapeva corrispondermi, ed ero sul punto di separarmi da mio marito,
ma la coscienza mi rimordeva e mi resi conto della gravità del peccato.

Questo mi riempì di molta angoscia e tristezza; il mio cuore era diviso.
Per cinque anni sono stata mentalmente malata,
pensando che Dio non poteva perdonarmi e che non c’era alcun rimedio per me.

Un anno fa mi sono confessata e dialogai per alcune ore con un sacerdote,
entrai nel Rinnovamento Carismatico cattolico
e durante un ritiro incontrai il Dio Amore, che si è caricato tutte le mie miserie.

Man mano che conosco Gesù, sta risanando e ricostruendo la mia vita.
Ora che ricevo il suo amore e il suo perdono, sono capace di darlo ai miei figli e agli altri.
Le relazioni con mio marito sono adesso fatte di una comprensione gioiosa
e di un generoso abbandonarsi all’altro. 


La mia fiducia in Dio mi riempie di pace, di gioia, di sicurezza e di forza.
Il Signore mi ha fatto inoltre vedere che il suo Spirito sta nella Chiesa,
che prima condannavo a causa degli errori di coloro che ne fanno parte.
Ora desidero soltanto fare del bene a tutti, come uno strumento nelle mani del Signore,
che ha riempito e cambiato la mia vita. Gloria al Signore!!!”

padre Manuel Rodriguez



giovedì 26 luglio 2012

I grandi draghi e la fiducia in Dio (1)


I DRAGONI CHE IMPEDISCONO LA FIDUCIA IN DIO

La fiducia in Dio ha molti impedimenti.
Io li chiamo i dragoni che rendono difficoltoso confidare in Dio.
Sono circostanze che marcano delle ferite in tutta la nostra vita.

Per esempio, la paura, il rifiuto di sé, il senso di colpa, la tristezza e la depressione, il risentimento, l’insicurezza, complessi di inferiorità: questi sono grandi draghi che rubano la fiducia in Dio.


 
Se ti senti ferito, la prima cosa da fare è non rifiutare te stesso.
Non ti condannare! Guardati attraverso gli occhi di Gesù.
Benedici Dio per tutto ciò che percepisci in te.

Ascolta quello che ti dice Dio in Isaia 54,10:
“Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero,
non si allontanerà da te il mio affetto
e la mia alleanza di pace non si muoverà,
dice il Signore che ha compassione di te”.

Qualunque sia il trauma della tua vita, 
che ti impedisce di confidare pienamente in Dio,
non rigettare te stesso: 
la vita non si può ripetere, ma si può ricostruire,
per questo Gesù è qui! Gesù sta qui!!! Qui, in mezzo a noi!!!

Gesù è qui. E con la forza del suo spirito 
vuole rinnovare il tuo cuore.
Anche se tu puoi offrirgli solo le rovine del tuo cuore,
partendo da queste rovine Gesù può ricostruire la tua vita
e può fare della tua vita una festa...

Padre Manuel Rodriguez

martedì 24 luglio 2012

Impara l'umiltà dal Signore



Quando mi apparvero i demoni, nella mia paura esclamai: 

“Signore, vedi che i demoni mi impediscono di pregare. 

Dimmi tu cosa fare perché fuggano lontano da me”. 

E il Signore mi confidò: 

“I demoni non cessano di tormentare le anime orgogliose”. 




Replicai: 

“Signore, illuminami: 
quali pensieri renderanno umile la mia anima?”. 

Questa la risposta che ricevetti: 
“Tieni il tuo spirito agli inferi, e non disperare!”

Da allora iniziai a fare così 
e tutto il mio essere ha trovato pace in Dio.

L'anima mia impara l'umiltà dal Signore.
Non c'è nulla di più grande che imparare l'umiltà di Cristo... 

Silvano del Monte Athos (1866-1938)

domenica 10 giugno 2012

Riconoscersi peccatori

"Non esiste peccato più grave di quello che consiste 
nel negare il peccato stesso. 
Il peccato d’oggi sta nell’aver perso il senso del peccato." 
Pio XII


"Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.
2Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno. 
3Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
4Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d'estate inaridiva il mio vigore. 
5Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe»
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato".

SALMO 32

7Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
8Ma tu vuoi la sincerità del cuore
e nell'intimo m'insegni la sapienza.
19Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
SALMO 51



"Il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe, (lo stesso Iddio di Gesù Cristo)
non è un Dio che se ne sta solo a godersi lo spettacolo del mondo
ma è un Dio che è entrato in un rapporto d'amicizia, d'alleanza con l'uomo, tanto che, (pensate!), l'ebraico usa, per dire la verità, una parola molto importante all’interno del proprio lessico etico – religioso che significa fedeltà, ovvero emeth.

Il peccato consiste nel rompere questa fedeltà,
ovvero nel non amare l'amore con cui siamo stati amati. 

Allora, da questo punto di vista, quando si corrisponde a questo amore,
si è amati in modo pieno e totale, da cui segue che il vivere lontani dal peccato è bello. Quando uno si sente amato, di solito, è nella gioia. In questo senso non peccare, ovvero corrispondere all'amore con cui Dio ci ha amati per primo, è quanto di più bello ci possa essere.

Perché è così difficile farlo? Perché a volte può sembrarci che, corrispondendo a questo amore paterno, a questo amore di Dio, (che potremmo configurarci come paterno o materno, a seconda dei casi), noi esseri umani non siamo sufficientemente liberi di gestirci la nostra vita. Insomma, il peccato nasce da questo desiderio di spezzare l'alleanza per essere noi i protagonisti e non i partner di un legame d'amore".
BRUNO FORTE


"Devo dire che l’idea che noi cristiani abbiamo di peccato è un po’ approssimativa, e quella che ne ha il mondo intorno assolutamente grottesca.
Esiste il peccato?

Oggi si tende a negare questa realtà, parlando al limite di fragilità interiore o di senso di colpa.
Attenti amici: il senso di colpa non è in alcun modo un peccato. Del peccato ha solo l’apparenza, ma non porta a conversione e, normalmente, non coinvolge la libertà. Per commettere un peccato dobbiamo poter scegliere di negare l’amore, ostinarci in questa chiusura di cuore.

Sono andato ad informarmi sul significato della parola “peccato” nell’A.T..
Sono rimasto allibito: uno dei termini più usati significa: fallire il bersaglio dell’arco.
Fare cilecca, insomma! Fallire il bersaglio, non realizzare il progetto, sbagliare ciò a cui sei chiamato: questo è il peccato.

Ma non è disubbidire a Dio? Dipende che significato diamo a “ubbidire.” Se ubbidire a Dio è come facevi con tua madre quando avevi cinque anni allora proprio per niente! Ma se ubbidire vuol dire, nel senso etimologico del termine “ob-audire”, cioè ascoltare in piedi, allora sì!

Se sei convinto di sapere tu qual è la tua vita, non ascolti ciò che Dio ti sussurra al cuore e fai di testa tua, allora auguri, ne hai bisogno!

Ho l’impressione che l’uomo fatichi a percepirsi peccatore perché crede che dire: “sono un peccatore” equivalga a dire: “non valgo a nulla.” Ma non è questo, per niente!
Il peccato è la percezione dell’uomo di essere fatto per qualcosa di enorme e di accontentarsi della mediocrità. Se scegliamo la gestione della nostra vita senza coinvolgere Dio corriamo il rischio di fallimento totale! Il peccato è dire “no” all’amore. Tutto qui".

http://www.tiraccontolaparola.it/template_pagine/pg_11.asp?idct=321&idlv=40



giovedì 7 giugno 2012

Impara dai tuoi errori

Sbagliando si impara


Guarda ai tuoi errori come a pietre per gradini,
e non a massi che ti ostacolano il cammino... 


Ci sono persone che crescono per i loro fallimenti,
altre invece non riescono a riprendersene. 


Tu non considerarli come pietre d'inciampo,
ma usali piuttosto come gradini per salire più in alto !


Quando cadi, rialzati subito,
se necessario umiliati e chiedi aiuto,
perché l'orgoglio è la nostra rovina più grande.