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lunedì 19 novembre 2012

Credevo che a nessuno importasse di me

Nell'ottobre del 1991, il Reader's Digest ha pubblicato
la storia di una straordinaria insegnante di matematica
di una scuola media.




Un venerdì pomeriggio, l'insegnante chiese ai suoi allievi
di elencare il nome di tutti i compagni di classe,
lasciando uno spazio tra un nome e l'altro.

L'insegnante chiese poi agli allievi di pensare alle qualità migliori
di ogni compagno di classe e di scriverle
nello spazio che avevano lasciato.

Al termine dell'ora, raccolse i fogli e durante il fine settimana
scrisse il nome di ogni studente su un foglio
e sotto ogni nome tutto quello che i compagni
avevano scritto di lui.

Il lunedì diede ad ogni allievo l'elenco che lo riguardava.

Quando gli allievi cominciarono a leggere il loro foglio,
iniziarono a bisbigliare tra loro: "Credevo che a nessuno
importasse di me", o: "Non sapevo di essere tanto apprezzato".

Non si parlò mai di quei fogli in classe, ma l'insegnante
sapeva che quell'esercizio era stato proficuo,
perché aveva dato agli allievi la possibilità di sentirsi bene
per ciò che erano.




Molti anni dopo, uno di quegli studenti, Mark Eklund,
fu ucciso in Vietnam.
Quando il corpo fu riportato in Minnesota,
molti suoi compagni di classe e l'insegnante di matematica
parteciparono al funerale.

Dopo la funzione, il padre del giovane disse all'insegnante:
"Voglio mostrarle una cosa", e prese dal portafoglio due fogli logori,
che erano stati piegati più volte.

"Lo aveva Mark, quando l'hanno ucciso.
Pensiamo che lei lo riconosca".

Era l'elenco delle frasi positive che i compagni di classe di Mark
avevano scritto su di lui.
"Grazie per aver avuto quell'idea. Come può vedere,
per nostro figlio era un tesoro", disse la madre di Mark all'insegnante.

Uno a uno, gli antichi compagni di classe di Mark
cominciarono a confidare che tutti conservavano ancora quel foglio
e lo rileggevano spesso.
Alcuni lo tenevano nel portafoglio, uno l'aveva addirittura
inserito nel suo album di nozze.

Nel comunicare amore (o odio...), le parole sono potenti.
Le parole di affetto e di tenerezza, le parole di lode e di incoraggiamento,
le parole che offrono una guida positiva dicono: "Mi stai a cuore".
Queste parole alimentano il senso di autostima e di sicurezza interiore
dell'altro (e particolarmente del bambino).

Anche se queste parole vengono pronunciate raramente,
non le si dimentica in fretta.

GARY CHAPMAN e ROSS CAMPBELL
I cinque linguaggi dell'amore ai bambini, Elledici 2005


lunedì 22 ottobre 2012

Autostima cristiana

IO SONO CREATO

Io sono creato
per fare e per essere qualcuno
per cui nessun altro è stato creato.
 
Io occupo un posto mio
nel cuore di Dio,
nel mondo di Dio,
un posto da nessun altro occupato.
 
Poco importa che io sia ricco o povero,
disprezzato o stimato dagli uomini:
Dio mi conosce e mi chiama per nome.
 
Egli mi ha affidato una missione
che non ha affidato a nessun altro.
 
Dio non mi ha creato inutilmente.
In qualche modo sono necessario
ai progetti del mio Signore,
tanto necessario al mio posto
quanto un arcangelo al suo.
 
Io farò del bene, Signore,
sarò un angelo di pace,
un testimone della verità
nel posto che tu, Signore,
mi hai assegnato.
 
Con la forza del tuo Spirito Santo
risponderò alla tua chiamata.
 
Amen
 
 
da http://www.webalice.it/gregorio.rizzo/ 
 
 
C'è questa canzone di mio marito: "Come un prodigio" 
che si adatta perfettamente al tema.
L'antropologia cristiana è davvero meravigliosa,
Cristo rivela l'uomo all'uomo nella sua umile grandezza 
e il suo posto e il suo senso nel creato.
 
http://www.youtube.com/watch?v=cd76VP-WIXc&feature=share
 
 
Come un prodigio
Santo! Mi hai pensato
santo! Mi hai voluto
santo in Gesù Cristo tuo Figlio! 



Santo! Mi hai creato
santo! Mi hai chiamato
santo in Gesù Cristo, come sei Tu! 


E’ difficile conoscersi davvero
e capire tutto il bene che si può dare con Te
…perché…


Tu mi hai fatto come un prodigio,
un miracolo del tuo amore,
a tua immagine e somiglianza
in Gesù Cristo tuo Figlio
 


Non è vero che non valgo niente,
che se non ci sono è indifferente,
non è vero che per caso sono qui…

Non è vero che è tutto uno sbaglio,
che comunque fallirò il bersaglio,
non è vero che per caso siamo qui!


Solo che ho bisogno di conoscerTi:
perché Tu mi hai fatto per conoscerTi,
mi hai pensato santo dall’eternità,
per collaborare con la tua creazione
e mi hai scelto fin dal seno di mia madre




per edificare un mondo nuovo,
una civiltà del “bell’amore”,
una casa dove stare insieme,
una Chiesa per il mio Signore,
dove sempre la tua Pace regnerà… regnerà!


Santo, mi hai sognato  
santo! Mi hai amato 
santo in Gesù Cristo tuo Figlio!  
Santo! Mi hai creato
santo! Mi hai chiamato
santo in Gesù Cristo, come sei Tu! 


E’ difficile correggersi sul serio
e capire tutto il bene che si può fare con Te
…perché…



  Tu ci hai fatto come un prodigio, 
un miracolo del tuo amore,
a tua immagine e somiglianza
in Gesù Cristo tuo Figlio


Non è vero che non sono bello,
Non è vero che non ho un fratello,
non è vero che per caso sono qui…

Non è vero che non c’è giustizia,
vedi? il vuoto insegue ogni malizia,
non è vero che per caso siamo qui!


Solo che ho bisogno di conoscermi:
perché Tu mi hai fatto per amarTi,
mi hai voluto santo dall’eternità,
per cantare tutti insieme la tua gloria
e mi hai scelto fin dal seno di mia madre




per edificare un mondo nuovo,
una civiltà del “bell’amore”,
una casa dove stare insieme,
una Chiesa per il mio Signore,
dove sempre la tua Pace regnerà… regnerà!
 

lunedì 11 giugno 2012

Come una goccia nell'oceano

  Non è lo stesso se ci sei o non ci sei
Sappiamo bene che ciò che facciamo
non è che una goccia nell'oceano. 
Ma se questa goccia non ci fosse,
all'oceano mancherebbe.

Madre Teresa
  
Se la nota dicesse: non è una nota che fa la musica …
non ci sarebbero le sinfonie
Se la parola dicesse: non è una parola che può fare una pagina …
non ci sarebbero i libri
Se la pietra dicesse: non è una pietra che può alzare un muro …
non ci sarebbero le case
Se la goccia d'acqua dicesse: non è una goccia d'acqua che può fare il fiume …
non ci sarebbe l'oceano
Se il chicco di grano dicesse: non è un chicco di grano che può seminare il campo …
non ci sarebbe il pane
Se l'uomo dicesse: non è un gesto d'amore che può salvare l'umanità … non ci sarebbero mai     né giustizia né pace, né dignità né felicità nella terra degli uomini....

Michel Quoist