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giovedì 21 marzo 2013

IL SEGRETO DELLA FELICITA' 3



LA FELICITA' SECONDO LA BIBBIA (3)
 
Ti sei mai chiesto qual è il segreto della felicità?
Quand'è che un uomo può dirsi davvero felice?
E che cos'è poi questa benedetta felicità? Perché la cerchiamo tanto?...
 
Vediamo come risponde la Bibbia...




Proverbi 3

13Beato l'uomo che ha trovato la sapienza,
l'uomo che ottiene il discernimento:

14è una rendita che vale più dell'argento
e un provento superiore a quello dell'oro.
15La sapienza è più preziosa di ogni perla
e quanto puoi desiderare non l'eguaglia.
16Lunghi giorni sono nella sua destra
e nella sua sinistra ricchezza e onore;
17le sue vie sono vie deliziose
e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.
18È un albero di vita per chi l'afferra,
e chi ad essa si stringe è beato.


Proverbi 8

1La sapienza forse non chiama
e l'intelligenza non fa udire la sua voce? [...]
32Ora, figli, ascoltatemi:
beati quelli che seguono le mie vie!
33Ascoltate l'esortazione e siate saggi,
non trascuratela!
34Beato l'uomo che mi ascolta,
vegliando ogni giorno alle mie porte,
per custodire gli stipiti della mia soglia.

35Infatti, chi trova me trova la vita
e ottiene il favore del Signore;
36ma chi pecca contro di me fa male a se stesso;
quanti mi odiano amano la morte.


Proverbi 14

21Chi disprezza il prossimo pecca,
beato chi ha pietà degli umili.


Siracide 14

1 Beato l'uomo che non ha peccato con la sua bocca
e non è tormentato dal rimorso dei peccati.
2Beato chi non ha nulla da rimproverarsi
e chi non ha perduto la sua speranza.
20Beato l'uomo che si dedica alla sapienza
e riflette con la sua intelligenza,

21che medita nel cuore le sue vie
e con la mente ne penetra i segreti.

22La insegue come un cacciatore,
si apposta sui suoi sentieri.
23Egli spia alle sue finestre
e sta ad ascoltare alla sua porta.
24Sosta vicino alla sua casa
e fissa il picchetto nelle sue pareti,
25alza la propria tenda presso di lei
e si ripara in un rifugio di benessere,
26mette i propri figli sotto la sua protezione
e sotto i suoi rami soggiorna;
27da lei è protetto contro il caldo,
e nella sua gloria egli abita.



Siracide 25

7Nove situazioni ritengo felici nel mio cuore,
la decima la dirò con parole:
un uomo allietato dai figli,
chi vede da vivo la caduta dei suoi nemici;
8felice chi vive con una moglie assennata,
chi non ara con il bue e l'asino insieme,
chi non ha peccato con la sua lingua,
chi non ha servito a uno indegno di lui;
9felice chi ha trovato la prudenza,
chi parla a gente che l'ascolta;
10quanto è grande chi ha trovato la sapienza,
ma nessuno supera chi teme il Signore!

11Il timore del Signore vale più di ogni cosa;
chi lo possiede a chi potrà essere paragonato?
12Il timore del Signore è inizio di amore per lui,
la fede è inizio di adesione a lui.


Siracide 26

Felice il marito di una brava moglie,
il numero dei suoi giorni sarà raddoppiato.


Siracide 30

14Meglio un povero di aspetto sano e forte
che un ricco malato nel suo corpo.
15Salute e vigore valgono più di tutto l'oro,
un corpo robusto più di un'immensa fortuna.
16Non c'è ricchezza superiore alla salute del corpo
e non c'è felicità più grande della gioia del cuore.
21Non darti in balìa della tristezza
e non tormentarti con i tuoi pensieri.
22La gioia del cuore è la vita dell'uomo,
l'allegria dell'uomo è lunga vita.
23Distraiti e consola il tuo cuore,
tieni lontana la profonda tristezza,
perché la tristezza ha rovinato molti
e in essa non c'è alcun vantaggio.


Siracide 31

5Chi ama l'oro non sarà esente da colpa,
chi insegue il denaro ne sarà fuorviato.
6Molti sono andati in rovina a causa dell'oro,
e la loro rovina era davanti a loro.
7È una trappola per quanti ne sono infatuati,
e ogni insensato vi resta preso.
8Beato il ricco che si trova senza macchia
e che non corre dietro all'oro.

9Chi è costui? Lo proclameremo beato,
perché ha compiuto meraviglie in mezzo al suo popolo.


Siracide 48

1 Allora sorse Elia profeta, come un fuoco;
la sua parola bruciava come fiaccola. [...]
9Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco,
su un carro di cavalli di fuoco;
10tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri,
per placare l'ira prima che divampi,
per ricondurre il cuore del padre verso il figlio
e ristabilire le tribù di Giacobbe.
11Beati coloro che ti hanno visto
e si sono addormentati nell'amore
,
perché è certo che anche noi vivremo.

martedì 27 novembre 2012

Ansie, preoccupazioni, paure...



"Ogni persona sviluppa solo una minima parte del proprio potenziale interiore.
L'io, il centro della personalità, paga per le proprie difese, per le proprie sicurezze
(che spesso sono dettate dalla paura, e la paura è cattiva consigliera)
un prezzo enorme in termini di piacere, gioia, felicità:
la rinuncia a molte possibilità presenti nell'universo.

Ma quando la personalità ha raggiunto un'adeguata forza e maturità
non si accontenta dei limiti che si è imposta 
o che gli altri e l'ambiente hanno imposto...

Nessuno è condannato a dire e fare sempre le stesse cose:
gli ossessivi fanno così, la ripetizione dà loro una pseudosicurezza,
la libertà li angoscia, perché non tutto è sotto controllo...

Questo non avviene a chi ama,
i suoi confini tendono ad ampliarsi automaticamente,
perché sente un'energia che lo spinge in avanti;
chi ama si sente uno col partner e con tutto il mondo,
non c'è nulla da difendere, è tutto da incrementare, da espandere.

La persona amata è la porta attraverso cui poter fare entrare
nel mondo interno il cosmo, tutte le meraviglie dell'universo
escluse dall'io per paura".

G. BASSI R. ZAMBURLIN
"La comunicazione nel rapporto di coppia" , San Paolo 2008





"Dio non è nella rigidità,
Dio non è nel trattenersi,
Dio non è nel chiudersi.
E' nello sbilanciarsi, che è
lo sbilanciarsi dell'amore.
"

ANGELO CASATI

La paura di morire, e quella di vivere.
La paura di ciò che è precario e insicuro.
La paura della nostra fragilità, e di quella degli altri.

Don Angelo Casati, prete-poeta milanese, tocca uno ad uno
tutti i tasti di quell'affanno che ci fa troppo spesso restare immobili,
mentre la vita scorre.

Perché vogliamo avere controllo su tutto?
Perché non accettiamo la nostra provvisorietà?
Le sue parole aprono piccoli squarci di luce nel buio delle nostre ansie.
"Non temete!" dice il Vangelo.
Ed è in fondo quello che questo suo libro prova a farci sentire.



       MATTEO 6, 25-34

"Non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 

Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 

E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 

E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 
Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 

Non preoccupatevi dunque dicendo: «Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?». Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. 

Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena".

Mi seducono le immagini che Gesù come sempre usa. 
Uccelli, granai, vestiti, gigli e erba del campo. 
E penso ai nostri documenti senza immagini, pesanti, senza poesia, 
e prendo paura per le mie parole
.
E mi seducono i verbi del racconto di Matteo contro l'affanno. 
All'imperativo, un richiamo forte. Tre imperativi al negativo e uno al positivo. 
Al negativo il verbo che dice affanno, ansia: 
«Non affannatevi  per la vostra vita, di quello che mangerete e berrete», 
«non af-fannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo?», 
«non affannatevi dunque per il domani».

Imperativo al positivo "cercate": 
 «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia». 
Ma ci sono altri due imperativi al positivo 
che solitamente vengono trascurati e che io vorrei ri-cordare: 
"guardate", "osservate": «guardate gli uccelli del cielo», «osservate i gigli del campo».

Una cosa ancora mi colpisce. 
Nei versetti precedenti Matteo ha messo in guardia dall'accumulo: 
«non accumulate tesori», ha messo in guardia da una ricchezza 
che diventa mammona, assolutezza, porto di affidamento. 
Dire "amen" alla ricchezza e non a Dio. 

Ma qui Gesù distoglie dall'affanno non per l'accumulo dei beni, 
ma per ciò che sembra invece necessario, il cibo e il vestito. 
E non aveva lui forse difeso i discepoli che in giorno di sabato 
avevano colto spighe? E non aveva forse Dio cucito vestiti 
per il terrestre e la sua donna nel giardino delle origini?

E allora mi si fa strada nella mente .
una distinzione tra "occuparsi" e "preoccuparsi"
O, se volete, tra occuparsi delle cose, anche le più necessarie, 
ed essere occupati, cioè subire una occupazione, un'invasione, un dominio
Non hai più la mente sgombra, non hai più l'anima libera. 
La tua testa è altrove. Sei occupato. 
Perdi le persone, le cose, gli eventi. Con la testa sei altrove.

Quali sono le motivazioni portate da Gesù contro l'affanno?
Una prima è che il preoccuparsi è segno di stoltezza: 
puoi forse aggiungere un'ora sola alla tua vita? 
Puoi aggiungere un palmo alla tua statura? 
La gestione della vita è forse nelle tue mani? 
Non dovremo forse riconciliarci con la nostra provvisorietà? 
L'ansia non viene forse anche da questa preoccupazione 
che tutto sia sotto controllo? Tutto secondo la pro-grammazione? 
Accetta la precarietà. La provvisorietà che ci segna

Sorridi, impariamo a sorridere di noi stessi, 
soprattutto di noi stessi quando ci diamo l'immagine di uno che ha in mano il mondo.
Don Gino Riboldi tempo fa mi raccontava di aver visto in Sardegna 
una maglietta con una scritta che tanto lo aveva divertito. 
L'avrebbe voluta riproporre anche a Milano. Sulla ma-glietta era scritto: 
«Dio esiste. Non sei tu. Rilassati».

Il rischio poi insito nell'eccesso di preoccupazione è 
quello di trascurare ciò che vale di più. 
La vita, il respiro vitale non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 
Respiro vitale e corpo, cioè il nostro stesso essere. 
L'ansietà, l'affanno non ci portano forse a trascurare noi stessi e gli altri?

Il cibo. Ho pensato a Marta e Maria. 
Marta che si occupa del cibo, Maria che ascolta. 
Accoccolata ai piedi di Gesù. E Marta, irritata: «Dille che mi aiuti». 
E Gesù: «Marta, Marta, tu ti affanni - lo stesso verbo di Matteo - 
e ti agiti per molte cose; ora c'è bisogno di una cosa sola. 
Maria infatti ha scelto la parte buona che non le sarà tolta» (Lc 10, 41-42). 

Marta non è certo rimproverata perché pensa al cibo, perché si occupa, 
ma perché è occupata, perché mestieri e cibo chiudono l'orizzonte. 
Lei - vuol far capire Gesù - è molto di più. 
Non si può ridurre una donna ai mestieri di casa, 
non deve succedere che le cose di casa le tolgano il respiro, il respiro vitale. 
È fatta, ancor più e prima, di altro: 
Gesù la vuol difendere nella sua vera identità e dignità. 
L'affanno - vuol farle capire - le toglie il respiro vitale.

La seconda motivazione che spinge a non affannarsi 
è forse ancor più profonda. Dio è Padre
Lui si occupa delle realtà anche minime. 
Degli uccelli dell'aria, dell'erba del campo. 
Valgono poco gli uccelli dell'aria, costano un minimo; 
vale poco l'erba del campo, la si brucia. 
Ebbene, Dio se ne occupa. C'è dentro una cura di Dio. 
Vuoi che non si occuperà di noi?

Ed ecco il verbo al positivo: «Cercate prima il regno di Dio 
e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta». 
Che non è un "prima" di tempo: fai una cosa prima e poi ne fai un'altra. 
È un prima di "primato". Il primato va a Dio e al suo regno. 
Un primato a Dio, a un Dio, vorrei subito aggiungere, 
che non è un Dio generico, astratto, l'essere perfettissimo, 
ma a un Dio che è "padre". 

Cercate il suo regno, cercate il suo sogno sulla terra, 
cercate la sua giustizia, che non sta nella giustizia stretta degli scribi e farisei, 
ma nella dismisura dell'amore. 
Non sta nella reciprocità, ma nell'eccesso, nella gratuità. 
Cercate, lasciate entrare dentro di voi, il suo sogno.

«Tutte queste cose vi saranno date in aggiunta». 
E non certo nel senso che avrai vantaggi economici. 
Ma nel senso che dentro l'orizzonte del regno le cose avranno un'anima. 
Restituirai un senso, un'anima alle cose, 
che non saranno più appiattite nel consumo, ma avranno la luce del dono.
Non saranno più ristrette, impoverite nell'angustia della meschinità, 
della mancanza di respiro, ma avranno il respiro del "per tutti".
Così salvi la vita, non solo quella futura, questa vita.

«Non affannatevi dunque per il domani, 
perché il domani avrà già le sue inquietudini». 
Sembra, ci illudiamo, di fare un servizio alla vita affannandoci per essa. 
Sembra di diminuire attenzione alla vita invitando a non preoccuparsi. 
È il contrario. L'affanno non ti lascia guardare la vita. 
Capitano cose e tu non ci sei. 
Un cuore libero, non pieno, ti fa essere aperto al regno 
che passa nelle cose: «Il regno di Dio è in mezzo a voi», 
«il regno di Dio è dentro di voi».

L'invito a non affannarci non è dunque invito a essere senza pensiero 
o senza sguardo per le cose. Se mai ad avere un pensiero 
e uno sguardo più profondo: "guardate", "osservate". 
Non "chiudete gli occhi". Apriteli e troverete senso e dimensioni....

ANGELO CASATI



giovedì 2 agosto 2012

Il principio della nostra vita

Dice il prologo del Vangelo di Giovanni che:
"in principio era il Verbo
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio".

Sta dicendo che il principio, il punto di forza di una persona,
di ogni uomo, è l'incontro con Cristo.
Questo è l'arché




La parola arché in greco è l'inizio, il fondamento,
la cosa più importante, il punto di leva.
Se non c'è questo principio, se uno non si appoggia lì,
la sua vita è sempre sull'orlo di un burrone di fragilità, di precarietà, di trepidazione.

Una persona senza arché è una persona anarchica, senza né capo né coda,
che non ha una direzione, non ha una consapevolezza di fondarsi su qualcosa
di veramente vero, efficace, importante...

 Che cos'è questo principio?
E' questo bambino che adoriamo nella notte di Natale,
che ha una chiave per essere compreso.

Questa chiave è la categoria del dono, del regalo.
Il regalo è il segno dell'amore.
Infatti durante il Natale noi ci facciamo dei regali. Perché?
Perché è Dio che regala per primo!

Dio è regalo, Dio è dono,
Dio è iniziativa unilaterale per fare qualcosa di bello a te!
"Basta, ho fatto questa pazzia!"...
Questa cosa che eccede la giustizia, la proporzionalità,
che eccede quello che tu ti aspetti,
quello che tu ti meriti.

Infatti, il dono è sempre qualcosa che ti lascia sbalordito,
se è un bel regalo.

Dio vorrebbe che tutta la nostra esistenza diventasse un regalo.
Il matrimonio, la consacrazione, il servizio, il lavoro...
Fare il marito, la moglie, la madre o il padre,
se non è animato da questo principio di incontro con Cristo
che ti innesca, ti accende il senso del dono,
che crea un legame con l'altro a prescindere dalla sua restituzione,
diventa una fatica e una delusione assurda.




La nostra esistenza diventa prigioniera di un'altra logica
che è quella del mercante, di chi quando vede un regalo dice:
"Ma questo è un cattivo affare, questa è un'esagerazione, uno spreco!"
Il mercante dice: "Prima di agire devi fare un'analisi dei costi,
un calcolo del rapporto costi-benefici.
Cosa ci guadagni se sei gentile con quella persona?
Cosa ci guadagni a stirare tutti quei panni per tuo marito?
Chi te lo fa fare? Non vedi che ti stai sperperando
e stanno passando i migliori anni della tua vita?
Ti stai buttando via!"

Sei perplesso/a perché sembra che non ci guadagni niente,
stai facendo la figura del fesso/a.
E' chiaro che in questa logica non capiamo nulla.
Questa logica ci porta molto lontano dal principio
con cui Dio ha creato il mondo, che è quello del dono,
della gratuità, dell'amore gratuito.
Se noi non ci accordiamo, come uno strumento musicale,
a questa musica, a questo suono che è il suono del dono,
non capiamo più la nostra vita.

don Fabio Pieroni,


[tratto dall'omelia della notte di Natale 2010]

sabato 21 luglio 2012

La felicità è una piccola cosa...

FELICITA'

C'è un' ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità
 
è una piccola cosa.


TRILUSSA

Pronunciare questa frase: “la vita è bella”- nel tuo periodo più buio, non è cosa da niente. 
Dirlo forse è più semplice che crederci... 
Ma se ci credi, forse riuscirai a comprendere il vero significato di questa vita...
Perchè la vita è bella non perchè tu hai, ma perchè tu dai, nonostante tutto. 
La felicità la trovi nei piccoli gesti quotidiani, nei silenzi ascoltati, nei vuoti riempiti, nei sorrisi regalati e nell’amore vissuto. 
La vita è bella se cerchiamo di vivere la felicità e non d’inseguirla. 
Roberto Benigni

lunedì 16 luglio 2012

Il giardino di Gesù

"Tutti i fiori che Dio ha creato sono belli, 
lo splendore della rosa e il candore del giglio
non tolgono il profumo alla violetta
né l'incantevole semplicità alla pratolina...

Se tutti i piccoli fiori avessero voluto essere rose,
la natura avrebbe perso la sua veste primaverile, 
i campi non sarebbero apparsi smaltati di piccoli fiori...






Lo stesso accade nel mondo delle anime, 
che è il giardino di Gesù.
Egli ha voluto creare i grandi santi,
che si possono paragonare ai gigli o alle rose;
ma ne ha creati anche di piccoli,
ed essi devono contentarsi di essere pratoline o violette,
destinate a rallegrare il buon Dio, 
quando Egli abbassa lo sguardo ai suoi piedi.

La perfezione consiste nel fare la sua volontà
e nell'essere ciò che Egli vuole che siamo..."

TERESA DI LISIEUX

venerdì 6 luglio 2012

Come le onde del mare

Sii come le onde del mare
che pur infrangendosi contro gli scogli
hanno la forza di ricominciare.

S. BAMBAREN


giovedì 5 luglio 2012

L'unica volta

Vivi ogni istante, 
ogni sensazione,
ogni sentimento,
ogni pensiero, 
ogni parola, 
ogni azione,
come se fosse 
la prima volta,
l'ultima volta,
l'unica volta.

Tratto da una frase di Madre Teresa



"Dobbiamo pregare come se tutto dipendesse da Dio,
e agire come se tutto dipendesse da noi"

IGNAZIO DI LOYOLA

martedì 3 luglio 2012

Ricordati che devi morire!!!

MORTI PRIMA DEL TEMPO




Ho detto spesso alla gente che 
il modo per vivere realmente è morire.

Il passaporto per la vita è immaginarsi nella tomba. 

Immaginatevi di giacere nella bara, in qualsiasi posizione.
In India li mettiamo nella cassa a gambe incrociate. Talvolta vengono portati al luogo della cremazione in quel
modo. Altre volte, però, sono stesi. Quindi, immaginatevi distesi, morti.

Ora, osservate i vostri problemi da quel punto di vista. 
Cambia tutto, non è vero?
Che bella meditazione. Fatela ogni giorno, se ne avete il tempo. 
E' incredibile, ma diventerete più vivi.

Uno dei miei libri, "Sorgenti", contiene una meditazione di questo tipo. Si vede il corpo
decomposto, poi le ossa, poi solo polvere.
Ogni volta che parlo di questo, la gente dice: "Che schifo!". Ma cos'è che fa tanto schifo?
E' la realtà, per l'amor del cielo! Tuttavia molti di voi non vogliono vedere la realtà.
Non volete pensare alla morte.

La gente non vive. 
La maggior parte di voi non vive, mantiene soltanto in vita il suo corpo. Questa non è vita. Non vivete finché non vi importa un fico secco se vivete o morite. A quel punto, iniziate a vivere. Quando siete pronti a perdere la vostra vita, la vivete.  
Ma se proteggete la vostra vita, siete morti.


La vita vi ha solo sfiorato.
Ve ne state seduti nella vostra piccola prigione, spaventati. Perderete il vostro Dio, la vostra
religione, i vostri amici, ogni cosa.
La vita è per chi rischia, davvero. 
E' quel che diceva Gesù. 
Siete pronti a metterla in gioco?

In alternativa, visitate un cimitero.
E' un'esperienza davvero splendida e purificatrice.
Guardate un nome e dite:
"Caspita, è vissuto tanti anni fa, due secoli fa; deve aver avuto tutti i problemi che ho io, molte notti insonni". 

Che follia: viviamo per un tempo tanto breve!
Un poeta italiano diceva: "Ognuno sta solo sul cuor della terra, / trafitto da un raggio di sole: / ed è
subito sera
".
E' solo un raggio di sole, e noi lo sprechiamo. 
Lo sprechiamo con la nostra ansia, le nostre preoccupazioni, i nostri crucci, i nostri fardelli.

A. DE MELLO, "Messaggio per un'aquila..."

sabato 30 giugno 2012

L'immagine di sé

"I’m a failure as a woman. 
My men expect so much of me, 
because of the image they’ve made of me 
and that I’ve made of myself, 
as a sex symbol. 
Men expect so much, 
and I can’t live up to it".
 

"Sono un fallimento come donna.
I miei uomini si aspettano così tanto da me,
a causa dell’immagine che si sono fatti di me
e che io ho costruito di me stessa,
come un sex symbol.
Gli uomini si aspettano molto, e non posso esserne all'altezza".

Marilyn Monroe

"Guai a quell'uomo la cui fama sia superiore alle sue opere"  (come diceva qualcuno che adesso non ricordo).


Talk Talk - Life's what you make it 

 

Baby, life's what you make it                Piccola, la vita è ciò che ne fai
Can't escape it                                         Non puoi sfuggirla
Baby, yesterday's favourite                  Piccola, ciò che hai scelto ieri
Don't you hate it                                     Non odiarlo

Everything's all right                             Tutto va bene
Life's what you make it                          La vita è quello che costruisci
Everything's all right                              Ogni cosa è a posto

Baby, life's what you make it                 Piccola, la vita è ciò che ne fai
Don't backdate it                                     Non rimandare
Baby, don't try to shade it                     Piccola, non cercare di metterla in ombra
Beauty's naked                                        La bellezza è nuda

Everything's all right
Life's what you make it
Everything's all right
Life's what you make it

Baby, life's what you make it                 Piccola, la vita è ciò che ne fai
Celebrate it                                               Celebrala
Anticipate it                                             Previenila, gioca d'anticipo
Yesterday's faded                                    Ieri è passato
Nothing can change it                            Niente potrà cambiarlo
Life's what you make it                           La vita è ciò che costruisci

Everything's all right                               Va tutto bene
Life's what you make it                            La vita è ciò che ne fai
Everything's all right
Life's what you make it
Everything's all right

 

 

giovedì 14 giugno 2012

Tutto scorre, tutto passa

"Il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo"

Non si cambia trasformando soltanto il mondo esterno. 
Se vi procurate un nuovo lavoro, o un nuovo partner, o una nuova casa, o un nuovo guru, o una nuova spiritualità, questo non significa che "voi" cambierete.

E' come pensare di cambiare la propria calligrafia cambiando penna. 
O di cambiare la propria capacità di pensare cambiando cappello.E' evidente che la cosa non ci cambia davvero, eppure la maggior parte della gente investe tutte le proprie energie nel tentativo di riadattare il mondo esterno ai propri gusti.

Talvolta ci riesce - per lo spazio di cinque minuti - e ha un po' di respiro, ma resta tesa anche in quell'attimo di respiro, perché la vita scorre senza tregua, la vita cambia continuamente.

Dunque, se volete vivere, non dovete avere dimora fissa.
Non dovete avere alcun sostegno a cui appoggiare la testa. 
Dovete seguire il flusso della vita stessa. 
Come ha detto il grande Confucio:
"Colui che vuole essere costantemente felice deve cambiare spesso".


La vita scorre. Ma noi continuiamo a guardare indietro, non è vero? Ci abbarbichiamo a eventi passati e a eventi presenti.
"Quando si mette mano all'aratro, non si può volgersi indietro".

Volete godervi una melodia? Volete godervi una sinfonia? 

Non limitatevi a qualche accordo della musica. 
Non limitatevi a un paio di note. Lasciatele passare, lasciatele scorrere. 
L'intero godimento di una sinfonia risiede nella vostra disponibilità a lasciar scorrere le note. 
Al contrario, se un accordo particolare vi colpisse la fantasia e voi gridaste all'orchestra: "Continuate a suonare quell'accordo, senza fermarvi!", quella non sarebbe più una sinfonia. [...]

Quando ci si attacca a qualcosa, la vita è distrutta; quando ci si afferra a qualcosa, si smette di vivere. 
E' scritto in tutte le pagine del vangelo. 
E questo si consegue con la comprensione.

ANTHONY DE MELLO, "Messaggio per un'aquila che si crede un pollo"


Può bastare anche un sorriso

Sii felice qui ed ora.

Quel che serve è il singolo momento, non abbiamo bisogno d’altro.

Sii felice ora, e se attraverso le tue azioni dimostrerai di amare gli altri, compreso chi è più povero di te, darai felicità anche a loro.


Non ci vuole molto, può bastare anche un sorriso. 

Il mondo sarebbe un posto assai migliore se sorridessimo di più. Perciò sorridi, sii allegro, contento che Dio ti ami.

Noi possiamo creare la pace nella nostra vita donando noi stessi agli altri, con cuore aperto e puro.

Madre Teresa di Calcutta


martedì 12 giugno 2012

Carpe diem

Cogli la rosa quand'è il momento

L'attimo fuggente (Dead Poets Society, 1989)

"Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento".        
Perché il poeta usa questi versi? [...] Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà.   
Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati.  Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli... pieni di ormoni come voi... e invincibili, come vi sentite voi... Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. 
Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale?    
Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? "Carpe...", "Carpe diem...", "Cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita!"






John Keating (Robin Williams), in "L'attimo fuggente" (1989)


"Se avessi saputo che Dio era qui, non mi sarei certo addormentato" (Gen 28,16 trad. di Rashi)

Figlio mio, non perdere tempo, non lo sprecare, non buttarlo via!
Perché il tuo tempo è prezioso, anzi, a dirla tutta non è neanche "tuo", non ti appartiene, ma ti è stato donato, concesso, messo a disposizione per amministrarlo saggiamente facendolo fruttare.

E' un cairòs, un tempo propizio per essere felice e fare il bene, per sperimentare la grazia della relazione facendoti prossimo agli altri, per amare, donarti e costruire una casa sulla roccia, per scrivere il libro della tua vita che rimarrà scolpito in eterno, per entrare nell'eternità: capisci quant'è importante ogni singolo istante? 

La vita è troppo breve per perdere tempo, ogni attimo è irripetibile e non tornerà, è troppo importante per gettarlo via, ogni istante va celebrato, santificato e vissuto più intensamente possibile!



E non aver paura della fatica, perché "Tibi fatigatus est Jesus" (Agostino), Cristo si è affaticato e stancato per te, e così pure i tuoi genitori, maestri e professori, preti e catechisti hanno dato il tempo e la vita per te...


Questo è il tempo della fatica, del cammino, del pellegrinaggio, della conversione continua, del fare e del costruire con perseveranza e pazienza, dell'incarnazione nella storia, della passione e della kenosis, bisogna essere contemplattivi...


Per fare grandi cose, devi compiere fedelmente, con amore, zelo e perseveranza, nel modo migliore possibile, con attenzione, presenza e disponibilità, quelle che sembrano piccole e magari poco importanti. 

Ogni singolo istante della tua vita, tu scegli liberamente se seguire Cristo ed essergli fedele, se realizzare concretamente quel patto che ti ha proposto e promesso, oppure no. 
Dio è presente qui ed ora, nei fatti concreti della tua vita, nelle persone che incontri! Ricorda: proprio adesso stai scegliendo e decidendo della tua vita e della tua storia. Oggi, convertiti! Svegliati adesso, la tua felicità è qui e ora. E' adesso il tempo di amare: se non ora, quando?
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lunedì 11 giugno 2012

Come una goccia nell'oceano

  Non è lo stesso se ci sei o non ci sei
Sappiamo bene che ciò che facciamo
non è che una goccia nell'oceano. 
Ma se questa goccia non ci fosse,
all'oceano mancherebbe.

Madre Teresa
  
Se la nota dicesse: non è una nota che fa la musica …
non ci sarebbero le sinfonie
Se la parola dicesse: non è una parola che può fare una pagina …
non ci sarebbero i libri
Se la pietra dicesse: non è una pietra che può alzare un muro …
non ci sarebbero le case
Se la goccia d'acqua dicesse: non è una goccia d'acqua che può fare il fiume …
non ci sarebbe l'oceano
Se il chicco di grano dicesse: non è un chicco di grano che può seminare il campo …
non ci sarebbe il pane
Se l'uomo dicesse: non è un gesto d'amore che può salvare l'umanità … non ci sarebbero mai     né giustizia né pace, né dignità né felicità nella terra degli uomini....

Michel Quoist

giovedì 7 giugno 2012

Impara dai tuoi errori

Sbagliando si impara


Guarda ai tuoi errori come a pietre per gradini,
e non a massi che ti ostacolano il cammino... 


Ci sono persone che crescono per i loro fallimenti,
altre invece non riescono a riprendersene. 


Tu non considerarli come pietre d'inciampo,
ma usali piuttosto come gradini per salire più in alto !


Quando cadi, rialzati subito,
se necessario umiliati e chiedi aiuto,
perché l'orgoglio è la nostra rovina più grande.