Visualizzazione post con etichetta autostima. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autostima. Mostra tutti i post

mercoledì 15 maggio 2013

Solo per oggi


SOLO PER OGGI

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza volere risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.





Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.

Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere all’Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita!?!


   papa Giovanni XXIII


lunedì 19 novembre 2012

Credevo che a nessuno importasse di me

Nell'ottobre del 1991, il Reader's Digest ha pubblicato
la storia di una straordinaria insegnante di matematica
di una scuola media.




Un venerdì pomeriggio, l'insegnante chiese ai suoi allievi
di elencare il nome di tutti i compagni di classe,
lasciando uno spazio tra un nome e l'altro.

L'insegnante chiese poi agli allievi di pensare alle qualità migliori
di ogni compagno di classe e di scriverle
nello spazio che avevano lasciato.

Al termine dell'ora, raccolse i fogli e durante il fine settimana
scrisse il nome di ogni studente su un foglio
e sotto ogni nome tutto quello che i compagni
avevano scritto di lui.

Il lunedì diede ad ogni allievo l'elenco che lo riguardava.

Quando gli allievi cominciarono a leggere il loro foglio,
iniziarono a bisbigliare tra loro: "Credevo che a nessuno
importasse di me", o: "Non sapevo di essere tanto apprezzato".

Non si parlò mai di quei fogli in classe, ma l'insegnante
sapeva che quell'esercizio era stato proficuo,
perché aveva dato agli allievi la possibilità di sentirsi bene
per ciò che erano.




Molti anni dopo, uno di quegli studenti, Mark Eklund,
fu ucciso in Vietnam.
Quando il corpo fu riportato in Minnesota,
molti suoi compagni di classe e l'insegnante di matematica
parteciparono al funerale.

Dopo la funzione, il padre del giovane disse all'insegnante:
"Voglio mostrarle una cosa", e prese dal portafoglio due fogli logori,
che erano stati piegati più volte.

"Lo aveva Mark, quando l'hanno ucciso.
Pensiamo che lei lo riconosca".

Era l'elenco delle frasi positive che i compagni di classe di Mark
avevano scritto su di lui.
"Grazie per aver avuto quell'idea. Come può vedere,
per nostro figlio era un tesoro", disse la madre di Mark all'insegnante.

Uno a uno, gli antichi compagni di classe di Mark
cominciarono a confidare che tutti conservavano ancora quel foglio
e lo rileggevano spesso.
Alcuni lo tenevano nel portafoglio, uno l'aveva addirittura
inserito nel suo album di nozze.

Nel comunicare amore (o odio...), le parole sono potenti.
Le parole di affetto e di tenerezza, le parole di lode e di incoraggiamento,
le parole che offrono una guida positiva dicono: "Mi stai a cuore".
Queste parole alimentano il senso di autostima e di sicurezza interiore
dell'altro (e particolarmente del bambino).

Anche se queste parole vengono pronunciate raramente,
non le si dimentica in fretta.

GARY CHAPMAN e ROSS CAMPBELL
I cinque linguaggi dell'amore ai bambini, Elledici 2005


lunedì 22 ottobre 2012

Autostima cristiana

IO SONO CREATO

Io sono creato
per fare e per essere qualcuno
per cui nessun altro è stato creato.
 
Io occupo un posto mio
nel cuore di Dio,
nel mondo di Dio,
un posto da nessun altro occupato.
 
Poco importa che io sia ricco o povero,
disprezzato o stimato dagli uomini:
Dio mi conosce e mi chiama per nome.
 
Egli mi ha affidato una missione
che non ha affidato a nessun altro.
 
Dio non mi ha creato inutilmente.
In qualche modo sono necessario
ai progetti del mio Signore,
tanto necessario al mio posto
quanto un arcangelo al suo.
 
Io farò del bene, Signore,
sarò un angelo di pace,
un testimone della verità
nel posto che tu, Signore,
mi hai assegnato.
 
Con la forza del tuo Spirito Santo
risponderò alla tua chiamata.
 
Amen
 
 
da http://www.webalice.it/gregorio.rizzo/ 
 
 
C'è questa canzone di mio marito: "Come un prodigio" 
che si adatta perfettamente al tema.
L'antropologia cristiana è davvero meravigliosa,
Cristo rivela l'uomo all'uomo nella sua umile grandezza 
e il suo posto e il suo senso nel creato.
 
http://www.youtube.com/watch?v=cd76VP-WIXc&feature=share
 
 
Come un prodigio
Santo! Mi hai pensato
santo! Mi hai voluto
santo in Gesù Cristo tuo Figlio! 



Santo! Mi hai creato
santo! Mi hai chiamato
santo in Gesù Cristo, come sei Tu! 


E’ difficile conoscersi davvero
e capire tutto il bene che si può dare con Te
…perché…


Tu mi hai fatto come un prodigio,
un miracolo del tuo amore,
a tua immagine e somiglianza
in Gesù Cristo tuo Figlio
 


Non è vero che non valgo niente,
che se non ci sono è indifferente,
non è vero che per caso sono qui…

Non è vero che è tutto uno sbaglio,
che comunque fallirò il bersaglio,
non è vero che per caso siamo qui!


Solo che ho bisogno di conoscerTi:
perché Tu mi hai fatto per conoscerTi,
mi hai pensato santo dall’eternità,
per collaborare con la tua creazione
e mi hai scelto fin dal seno di mia madre




per edificare un mondo nuovo,
una civiltà del “bell’amore”,
una casa dove stare insieme,
una Chiesa per il mio Signore,
dove sempre la tua Pace regnerà… regnerà!


Santo, mi hai sognato  
santo! Mi hai amato 
santo in Gesù Cristo tuo Figlio!  
Santo! Mi hai creato
santo! Mi hai chiamato
santo in Gesù Cristo, come sei Tu! 


E’ difficile correggersi sul serio
e capire tutto il bene che si può fare con Te
…perché…



  Tu ci hai fatto come un prodigio, 
un miracolo del tuo amore,
a tua immagine e somiglianza
in Gesù Cristo tuo Figlio


Non è vero che non sono bello,
Non è vero che non ho un fratello,
non è vero che per caso sono qui…

Non è vero che non c’è giustizia,
vedi? il vuoto insegue ogni malizia,
non è vero che per caso siamo qui!


Solo che ho bisogno di conoscermi:
perché Tu mi hai fatto per amarTi,
mi hai voluto santo dall’eternità,
per cantare tutti insieme la tua gloria
e mi hai scelto fin dal seno di mia madre




per edificare un mondo nuovo,
una civiltà del “bell’amore”,
una casa dove stare insieme,
una Chiesa per il mio Signore,
dove sempre la tua Pace regnerà… regnerà!
 

venerdì 3 agosto 2012

Il rifiuto di sé. I grandi draghi e... (4)


Un altro dragone che fa molti danni si chiama autorifiuto.

Il bambino piccolo si scopre 
attraverso gli occhi dei suoi genitori
e per mezzo delle persone che lo apprezzano.

I genitori sono lo specchio nel quale si vedono riflessi.
Essi possono quindi essere uno specchio 
che riflette l’amore di Dio.



Per accettare se stesso, il bambino ha bisogno
che altri lo guardino con affetto e amore sincero.

Quando il bambino non si sente apprezzato, 
quando non percepisce il suo valore, si sente insicuro 
e prima o poi cade vittima del rifiuto di sé.

Il rifiuto di sé spinge molte persone a vivere in solitudine,
chiuse in se stesse, o mendicando amore da tutte le parti.
Il disprezzo di sé conduce altre persone all’alcolismo,
alla droga, alla prostituzione, al suicidio, 
ad allontanarsi da Dio e dagli uomini.

Radici e cause del rifiuto di sé possono essere: 
una gravidanza indesiderata,
per cui si guarda al bambino come un peso; 
espressioni di rifiuto come:
“Volesse il cielo che non fossi mai nato!”; 
espressioni di disprezzo e di scherno, come ad esempio: 
“Stupido, non vali niente, sei un buono a nulla!”

Solamente l’amore di Dio 
accettato in sé in tutta la sua gratuità
può redimerci dalla forza dell’autorifiuto.

Come disse il papa Giovanni Paolo I:
Dio è più madre che padre”, 
una frase ispirata da ciò che dice Dio in Isaia 49:

Anche se una madre dimenticasse il figlio,
Io non ti dimenticherò mai,
ti porto inciso sulle palme delle mie mani

Dio non si dimentica di te! 
Sei tatuato sul palmo della sua mano.
DIO NON SI SCORDA DI TE!
SEI INCISO SULLE PALME DELLE SUE MANI!
Dillo alla persona che ti sta a fianco: Dio non ti dimentica.



Una donna aveva sofferto moltissimo per autorifiuto.
Partecipò ad un ritiro di guarigione interiore 
ed ebbe un incontro con il Signore.

Passati alcuni mesi, aveva cambiato completamente il suo volto.
Viveva molto allegramente e molto impegnata al tempo stesso,
ciò che sorprendeva molto coloro che la conoscevano.

Le domandarono: “A che si deve 
questo cambiamento meraviglioso che si nota in te?”
Per tutta risposta cominciò a saltare di gioia e disse: 

Sono figlia di Dio!
Egli mi ha creato a Sua immagine e per la Sua gloria.
Gesù ha donato la Sua vita per me, 
e da quando l’ho conosciuto davvero,
vivo in pienezza il Suo amore 
e gli rendo grazie costantemente



padre Manuel Rodriguez