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martedì 27 novembre 2012
lunedì 19 novembre 2012
L'alfabeto di Dio
L'ALFABETO DI DIO:
A – Anche se non sei corrisposto, ama lo stesso, mi somiglierai.
B – Benedici sempre, perché tu sei una benedizione di Dio.
C – Chiamami Padre, solo così potrai chiamare tutti gli altri fratelli.
D – Dona con gioia. I musi lunghi sono figli delle tenebre.
E – Esci dal guscio del tuo egoismo: troverai un mondo che ti aspetta.
F – Fa' della tua vita una sinfonia di gioia; darai frutti saporiti.
G – Gira l'ago della tua calamita sempre dove ti porta il cuore: sempre e solo a Dio.
H – Hai un dono straordinario, per cui mi assomigli: l'amore; sfruttalo con gioia.
I – Intorno a te c'è tanta morte, odio e tenebre; ma tu sii sole che illumina e riscalda.
L – La terra non è la tua patria. Sei di terra, ma hai la mia vita: guarda allora in alto.
M – Metti la tua vita nel cuore di mio Figlio e di Maria: sarai dono d'amore.
N – Non permettere che il maligno deturpi la tua libertà. Aggrappati a me e sarai libero.
O – Odia il peccato, ma ama il peccatore: impara a perdonare e ama chi sbaglia, lo conquisterai.
P – Porta la pace di Dio col tuo sorriso: c'è bisogno di un raggio di sole e luce negli occhi.
Q – Quadro stupendo ti ho dipinto col sangue dell'Agnello; sei il mio capolavoro.
R – Resta un po' con me, figlio, quando si fa sera: io ti guardo e tu mi guardi ed è pace.
S – Senza il tuo mattone, la costruzione è vuota. Sii strumento docile nelle mie mani.
T – Tutto ho messo nelle tue mani, sei il signore della natura: conservala senza macchia.
U – Unisci cuore e mente: con la mente progetti, ma è col cuore che salvi e realizzi.
V – Vuoi essere felice? Sgombra tutto ciò che ti impedisce di volare e sciogli le vele.
Z – Zaino di Eucaristia, preghiera e servizio sarà il tuo compagno di viaggio: farai miracoli .
dal web: Frate Ezio e pillole di Luce
domenica 11 novembre 2012
Ballare sotto la pioggia
La vita
non è aspettare
che passi la tempesta,
ma imparare a ballare
sotto la pioggia.
non è aspettare
che passi la tempesta,
ma imparare a ballare
sotto la pioggia.
Gandhi
dal web, Il rifugio di Kim
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lunedì 22 ottobre 2012
Autostima cristiana
IO SONO CREATO
Io sono creato
per fare e per essere qualcuno
per cui nessun altro è stato creato.
Io occupo un posto mio
nel cuore di Dio,
nel mondo di Dio,
un posto da nessun altro occupato.
Poco importa che io sia ricco o povero,
disprezzato o stimato dagli uomini:
Dio mi conosce e mi chiama per nome.
Egli mi ha affidato una missione
che non ha affidato a nessun altro.
Dio non mi ha creato inutilmente.
In qualche modo sono necessario
ai progetti del mio Signore,
tanto necessario al mio posto
quanto un arcangelo al suo.
Io farò del bene, Signore,
sarò un angelo di pace,
un testimone della verità
nel posto che tu, Signore,
mi hai assegnato.
Con la forza del tuo Spirito Santo
risponderò alla tua chiamata.
Amen
da http://www.webalice.it/gregorio.rizzo/
C'è questa canzone di mio marito: "Come un prodigio"
che si adatta perfettamente al tema.
L'antropologia cristiana è davvero meravigliosa,
Cristo rivela l'uomo all'uomo nella sua umile grandezza
e il suo posto e il suo senso nel creato.
http://www.youtube.com/watch?v=cd76VP-WIXc&feature=share
Come un
prodigio
Santo! Mi hai pensato
santo! Mi hai voluto
santo in Gesù Cristo tuo Figlio!
Santo! Mi hai creato
santo! Mi hai chiamato
santo in Gesù Cristo, come sei Tu!
E’
difficile conoscersi davvero
e capire
tutto il bene che si può dare con Te
…perché…
Tu mi hai
fatto come un prodigio,
un miracolo
del tuo amore,
a tua
immagine e somiglianza
in Gesù
Cristo tuo Figlio
Non è vero
che non valgo niente,
che se non
ci sono è indifferente,
non è vero
che per caso sono qui…
Non è vero
che è tutto uno sbaglio,
che
comunque fallirò il bersaglio,
non è vero
che per caso siamo qui!
Solo che ho
bisogno di conoscerTi:
perché Tu
mi hai fatto per conoscerTi,
mi hai
pensato santo dall’eternità,
per
collaborare con la tua creazione
e mi hai
scelto fin dal seno di mia madre
per
edificare un mondo nuovo,
una civiltà
del “bell’amore”,
una casa
dove stare insieme,
una Chiesa
per il mio Signore,
dove sempre
la tua Pace regnerà… regnerà!
Santo, mi hai sognato
santo! Mi hai amato
santo in Gesù Cristo tuo Figlio!
Santo! Mi hai creato
santo! Mi hai chiamato
santo in Gesù Cristo, come sei Tu!
E’
difficile correggersi sul serio
e capire
tutto il bene che si può fare con Te
…perché…
Tu ci hai
fatto come un prodigio,
un miracolo
del tuo amore,
a tua
immagine e somiglianza
in Gesù
Cristo tuo Figlio
Non è vero
che non sono bello,
Non è vero
che non ho un fratello,
non è vero
che per caso sono qui…
Non è vero
che non c’è giustizia,
vedi? il
vuoto insegue ogni malizia,
non è vero
che per caso siamo qui!
Solo che ho
bisogno di conoscermi:
perché Tu
mi hai fatto per amarTi,
mi hai
voluto santo dall’eternità,
per cantare
tutti insieme la tua gloria
e mi hai
scelto fin dal seno di mia madre
per
edificare un mondo nuovo,
una civiltà
del “bell’amore”,
una casa
dove stare insieme,
una Chiesa
per il mio Signore,
dove sempre
la tua Pace regnerà… regnerà!
giovedì 11 ottobre 2012
La fede, la bellezza, la tragedia, il sublime e la poesia
A. Socci su Chiara Corbella
Ricordate quel milione di giovani, per l’anno santo del 2000, a Roma, attorno a papa Wojtyla? Cantavano “Jesus Christ, you are my life”. I giornali laici li sbeffeggiarono dicendo che in realtà quella era una fede di facciata, superficiale.
Era vero? Che ne è di loro?
Chiara Corbella è la risposta. La sua storia sta commuovendo il mondo. Chiara è una bella ragazza nata a Roma nel 1984. La sua famiglia, credente, frequenta il “Rinnovamento carismatico cattolico” in cui anche lei è cresciuta.
A 18 anni, nel 2002, durante un pellegrinaggio a Medjugorje, conosce Enrico, si innamora e dopo pochi mesi sono fidanzati.
E’ un rapporto vivace e turbolento, fatto pure di rotture, stando al suo racconto. La vicinanza dei frati francescani aiuta i due giovani a fare le scelte decisive.
Si sposano il 21 settembre 2008 ad Assisi. Presto Chiara si trova incinta. Ma qui accade il primo dramma. Maria, la bambina che porta in grembo, ha una grave malformazione per la quale non potrà vivere al di là della nascita.
Chiara ed Enrico decidono egualmente di accoglierla, anzi con un amore più grande, sebbene molti si stupissero e suggerissero un aborto terapeutico.
La bambina nasce, ma muore dopo trenta minuti. Quel giorno Chiara disse ai suoi che non importava la durata di una vita: per lei quella mezz’ora con sua figlia era stata uno dei doni più preziosi della sua esistenza.
“Ho pensato alla Madonna” ricorda Chiara “anche a lei il Signore aveva donato un Figlio che non era per lei, che sarebbe morto e lei avrebbe dovuto vederlo morire sotto la croce. Questa cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non potevo pretendere di capire tutto e subito e forse il Signore aveva un progetto che io non riuscivo a comprendere”.
Presto arriva una seconda gravidanza. Incredibilmente anche stavolta si annunciano malformazioni gravi e i due giovani si preparano egualmente ad accogliere Davide come il loro bimbo amato.
Poi si scopre che anche lui non avrebbe potuto sopravvivere dopo la nascita.
Più avanti, nel gennaio 2011, Chiara, in un incontro pubblico dirà: “Il Signore ha voluto donarci dei figli speciali, Maria e Davide, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita. Ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e gioia sconvolgenti”.
Quel giorno aggiunse una cosa che sconvolse tutti, una nuova gravidanza e una diagnosi di tumore per lei:
“Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui, nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa che cerca di metterci paura del futuro. Ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi”.
Il piccolo Francesco è nato sano nel maggio del 2011. Chiara – per non perdere il figlio – ha deciso di non curarsi come il carcinoma richiedeva. Solo dopo il parto ha affrontato l’operazione e le dolorose chemioterapie, nella speranza di essere ancora in tempo.
Invece il mercoledì santo di quest’anno ha saputo dai medici che il tumore aveva vinto e lei era in pratica una malata terminale. Chiara è morta a 28 anni il 13 giugno di quest’anno. In una lettera al suo piccolo Francesco ha scritto: “Vado in cielo ad occuparmi di Maria e Davide e tu rimani con il papà. Io da lì prego per voi”.
Poco prima della “nascita al cielo” Chiara ha ringraziato: “Vi voglio bene! A tutti!”.
Il funerale non è stato un funerale. C’erano più di mille persone. C’era la foto del bel volto di Chiara la quale ha voluto che a ciascuno fosse dato il segno di una vita che comincia: infatti tutti hanno avuto un vasetto con una pianticina.
Il cardinale Vallini, Vicario del Papa, ha detto: “abbiamo una nuova Gianna Beretta Molla”.
Si riferiva alla giovane dottoressa morta nel 1962 e canonizzata nel 2004 da Giovanni Paolo II. Anche lei, incinta, avendo scoperto un tumore all’utero, rifiutò le cure che avrebbero fatto male al bambino che portava in grembo e dopo il parto morì.
Un paragone impressionante. Chiara è proprio una ragazza dei nostri giorni. Su Youtube c’è un filmato di venti minuti dove, col suo simpatico accento romano, racconta l’inizio della sua vicenda.
A un certo punto dice: “Il Signore mette la verità dentro ognuno di noi, non c’è possibilità di fraintendere”.
Il marito Enrico, richiesto di spiegare oggi queste parole di Chiara, ha detto:
“Quella frase si riferisce al fatto che il mondo di oggi, secondo noi, ti propone delle scelte sbagliate di fronte all’aborto, di fronte a un bimbo malato, di fronte a un anziano terminale, magari con l’eutanasia…
Il Signore risponde con questa nostra storia che un po’ si è scritta da sola: noi siamo stati un po’ spettatori di noi stessi, in questi anni. Risponde a tante domande che sono di una profondità incredibile.
Il Signore, però, risponde sempre molto chiaramente: siamo noi che amiamo filosofeggiare sulla vita, su chi l’ha creata, e quindi alla fine ci confondiamo da soli volendo diventare un po’ padroni della vita e cercando di sfuggire dalla Croce che il Signore ci dona. In realtà” ha continuato Enrico “questa Croce, se la vivi con Cristo, non è brutta come sembra.
Se ti fidi di Lui, scopri che in questo fuoco, in questa Croce non bruci e che nel dolore c’è la pace e nella morte c’è la gioia”.
Poi ha detto:
“Quando vedevo Chiara che stava per morire, ero ovviamente molto scosso. Quindi ho preso coraggio e poche ore prima gliel’ho chiesto.
Le ho detto: ‘Chiara, amore mio, ma questa croce è veramente dolce come dice il Signore?’. Lei mi ha guardato, mi ha sorriso e con un filo di voce mi ha detto: ‘Sì, Enrico, è molto dolce’. Così, tutta la famiglia, noi non abbiamo visto morire Chiara serena: l’abbiamo visto morire felice, che è tutta un’altra cosa”.
Il padre di Chiara, Roberto, imprenditore, che aveva un incarico in Confindustria, quando ha saputo che le chemio per la figlia non avevano dato risultato positivo, ha scritto una lettera con la quale annunciava di ritirarsi da quell’incarico per stare più vicino alla famiglia “ma anche per fare una scelta di vita: aiutare il prossimo”.
In una toccante testimonianza a TV2000 (anch’essa reperibile su Youtube) ha raccontato che, paradossalmente, quando, a Pasqua, hanno saputo che non c’era più niente da fare è iniziato “un periodo splendido per la nostra famiglia… abbiamo vissuto insieme come mai… tutti uniti per cercare salvezza di Chiara… che stando alle sue parole è avvenuto in maniera diversa”.
Il signor Roberto ha sussurrato: “ho imparato da mia figlia che non conta la durata di una vita, ma come la viviamo. Ho capito da lei in un anno più di quanto avevo capito nella mia intera esistenza e non posso sprecare questo insegnamento”.
Poi ha ricordato che Chiara, vivendo “vicissitudini che avrebbero messe al tappeto chiunque, non ha subito, ma ha accettato. Lei si fidava totalmente. Era certa che se il Signore le dava da vivere una cosa voleva dire che era la cosa giusta”.
Chiara suonava il violino e amava ripetere: “siamo nati e non moriremo mai più”.
C’è un giardino nel mondo dove fioriscono queste meraviglie. Dove accadono cose stupende, inimmaginabili altrove. E’ la Chiesa di Dio.Nessuno dei potenti e dei sapienti lo conosce.
Per loro e per i loro giornali la Chiesa è tutt’altro. I giornali strapazzano il Vaticano e Benedetto XVI per Vatileaks. I riflettori dei media sono tutti per i Mancuso, i don Gallo, gli Enzo Bianchi. O per ecclesiastici da loro ritenuti “moderni”.
Ma nel luminoso giardino di Dio, che Benedetto XVI ama e irriga, fioriscono silenziosamente giovani come Chiara. Non solo nelle terre dove il nome cristiano è bandito come il Pakistan, la Cina, Cuba o l’Arabia Saudita. Ma anche tra noi.
In quel giardino Gesù passa davvero, affascina e chiama anche questa generazione e noi vediamo i figli diventare gli amici del Salvatore del mondo. Sono invisibili ai media, ma grandi agli occhi di Dio.
Antonio Socci
Da “Libero”, 7 ottobre 2012
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lunedì 6 agosto 2012
Anche questo è per il bene!
"Benedirò il Signore in ogni tempo"
Salmo 34, 2
"Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene,
per quelli che amano Dio,
per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno".
Romani 8, 28
"Nudo uscii dal grembo di mia madre, e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!...
Se da Dio accettiamo il bene,
perché non dovremmo accettare il male?"
Giobbe 1, 21. 2, 10
"Se ti raggiunge una tribolazione, sappi che Dio ti vuole mettere alla prova per sapere come l'accetterai. [In realtà, Dio lo sa bene, vuol farlo conoscere a noi, perché possiamo capire come e dove siamo, correggerci e togliere le scorie che ci rendono 'impuri', ndr]
Se incassi il colpo con fortezza e ripeti le parole di Nachum Ish Gamzu: 'Anche questo è per il bene', la tua tribolazione svanirà. Non ci sarà bisogno di provarti ancora e ti accorgerai che il male serviva veramente per il bene".
Chassidim, Belzer
"Nachum fu soprannominato Gam zu, perché ogni volta che gli capitava qualcosa era solito dire: 'Gam zu le tovah - Anche questo è per il bene'.
Un giorno il popolo d'Israele decise di mandare un dono a Cesare.
Chi l'avrebbe presentato? Nachum, l'uomo Gamzù, perché era abituato ai miracoli.
Gli affidarono dunque un cesto pieno di pietre preziose e perle, ed egli si mise in viaggio.
Ma mentre pernottava in un albergo, gli osti si alzarono di notte, svuotarono il contenuto del cesto
e lo rimpiazzarono con della sabbia.
Al mattino Gamzù se ne accorse e disse fra sé: 'Anche questo è per il bene!'
Quando giunse al palazzo imperiale, aprirono il cesto che era accompagnato da una lettera dei capi
degli Ebrei che diceva: E' nostra speranza che Cesare accetti favorevolmente questo tributo del popolo ebraico. Il valore del dono esprime quanto lo stimiamo.
Appena Cesare vide la sabbia montò su tutte le furie esclamando:
'Allora i Giudei si fanno gioco di me! E' così che mi stimano?'
Ed emise l'ordine di mettere a morte colui che aveva presentato il dono.
Mentre portavano Gamzù al patibolo, quegli disse: 'Anche questo è per il bene!'
Allora venne il profeta Elia, travestito da cortigiano di Cesare, e gli disse:
'Pondera bene la situazione, o Cesare, prima di fare del male a quell'uomo.
E' ovvio che gli Ebrei non sono tanto stupidi da insultarti così.
Forse questa sabbia ha più valore delle pietre preziose. Veramente, una volta
ho sentito dire che nella sua guerra contro Nimrod, Abramo utilizzò una certa polvere
che era più efficace delle spade e delle frecce. Forse questa sabbia è quella famosa polvere.
In tal caso avremmo l'arma definitiva, certamente più preziosa per te di qualsiasi gioiello?.
L'imperatore, impressionato da queste parole, decise di sperimentare la polvere.
Già da molto tempo era in guerra con un altro regno, ma non faceva alcun progresso.
Sperimentò la sabbia e con essa distrusse tutta l'armata nemica.
Immediatamente Cesare fece liberare Gamzù e ordinò di riempirgli il cesto con argento e oro,
e di accompagnarlo a casa con una scorta imperiale".
TALMUD
"Un giorno Rabbi Shmelke e suo fratello, discepoli del Maggid di Mesritch, chiesero al loro maestro:
'Nel Talmud è scritto che l'uomo deve lodare e ringraziare Dio per il male come per il bene
e accogliere il male con la stessa gioia del bene. Dicci Rabbi, come questo va inteso!'
'Andate alla sinagoga' disse il Maggid, 'lì troverete Rabbi Sussja che fuma la sua pipa; egli ve lo spiegherà'
Andarono e gli posero la domanda. Rabbi Sussja si mise a ridere:
'Proprio a me fate questa domanda? Andate da qualcuno che ha sofferto nella vita,
non venite da un uomo come me, che non ha mai sofferto del male in vita sua!'
Ma tutti sapevano che la vita di Sussja, dalla sua nascita fino a quel giorno,
era stata un susseguirsi ininterrotto di sofferenze".
CHASSIDIM
"Se si riflette sul fine cui tendono tutti i mali e le sofferenze che colpiscono l'uomo...
si comprende che in effetti non sono dei mali, ma dei grandi beni,
perché tutte le sofferenze provengono dall'intenzione benevola di Dio,
o per ammonire l'uomo e farlo tornare sui suoi passi o per annullare le sue colpe...
Le sofferenze sono dei grandi benefici, in quanto Dio agisce solo per il bene.
Se l'uomo rifletterà sul loro fine, non ne soffrirà, ma al contrario si riempirà di gioia
per il gran bene che scorgerà nelle sue sofferenze...
Un uomo deve credere che che qualsiasi cosa gli succede durante la sua vita è decretata da Dio
per il suo beneficio nella vita eterna.
L'umile capisce che qualsiasi cosa gli accade per il suo bene"
Rabbi Nachman
Tratto da:
DANIEL LIFSCHITZ (a cura di),
Benedirò il Signore in ogni tempo
Salmo 34, 2
"Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene,
per quelli che amano Dio,
per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno".
Romani 8, 28
"Nudo uscii dal grembo di mia madre, e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!...
Se da Dio accettiamo il bene,
perché non dovremmo accettare il male?"
Giobbe 1, 21. 2, 10
"Se ti raggiunge una tribolazione, sappi che Dio ti vuole mettere alla prova per sapere come l'accetterai. [In realtà, Dio lo sa bene, vuol farlo conoscere a noi, perché possiamo capire come e dove siamo, correggerci e togliere le scorie che ci rendono 'impuri', ndr]
Se incassi il colpo con fortezza e ripeti le parole di Nachum Ish Gamzu: 'Anche questo è per il bene', la tua tribolazione svanirà. Non ci sarà bisogno di provarti ancora e ti accorgerai che il male serviva veramente per il bene".
Chassidim, Belzer
"Nachum fu soprannominato Gam zu, perché ogni volta che gli capitava qualcosa era solito dire: 'Gam zu le tovah - Anche questo è per il bene'.
Un giorno il popolo d'Israele decise di mandare un dono a Cesare.
Chi l'avrebbe presentato? Nachum, l'uomo Gamzù, perché era abituato ai miracoli.
Gli affidarono dunque un cesto pieno di pietre preziose e perle, ed egli si mise in viaggio.
Ma mentre pernottava in un albergo, gli osti si alzarono di notte, svuotarono il contenuto del cesto
e lo rimpiazzarono con della sabbia.
Al mattino Gamzù se ne accorse e disse fra sé: 'Anche questo è per il bene!'
Quando giunse al palazzo imperiale, aprirono il cesto che era accompagnato da una lettera dei capi
degli Ebrei che diceva: E' nostra speranza che Cesare accetti favorevolmente questo tributo del popolo ebraico. Il valore del dono esprime quanto lo stimiamo.
Appena Cesare vide la sabbia montò su tutte le furie esclamando:
'Allora i Giudei si fanno gioco di me! E' così che mi stimano?'
Ed emise l'ordine di mettere a morte colui che aveva presentato il dono.
Mentre portavano Gamzù al patibolo, quegli disse: 'Anche questo è per il bene!'
Allora venne il profeta Elia, travestito da cortigiano di Cesare, e gli disse:
'Pondera bene la situazione, o Cesare, prima di fare del male a quell'uomo.
E' ovvio che gli Ebrei non sono tanto stupidi da insultarti così.
Forse questa sabbia ha più valore delle pietre preziose. Veramente, una volta
ho sentito dire che nella sua guerra contro Nimrod, Abramo utilizzò una certa polvere
che era più efficace delle spade e delle frecce. Forse questa sabbia è quella famosa polvere.
In tal caso avremmo l'arma definitiva, certamente più preziosa per te di qualsiasi gioiello?.
L'imperatore, impressionato da queste parole, decise di sperimentare la polvere.
Già da molto tempo era in guerra con un altro regno, ma non faceva alcun progresso.
Sperimentò la sabbia e con essa distrusse tutta l'armata nemica.
Immediatamente Cesare fece liberare Gamzù e ordinò di riempirgli il cesto con argento e oro,
e di accompagnarlo a casa con una scorta imperiale".
TALMUD
"Un giorno Rabbi Shmelke e suo fratello, discepoli del Maggid di Mesritch, chiesero al loro maestro:
'Nel Talmud è scritto che l'uomo deve lodare e ringraziare Dio per il male come per il bene
e accogliere il male con la stessa gioia del bene. Dicci Rabbi, come questo va inteso!'
'Andate alla sinagoga' disse il Maggid, 'lì troverete Rabbi Sussja che fuma la sua pipa; egli ve lo spiegherà'
Andarono e gli posero la domanda. Rabbi Sussja si mise a ridere:
'Proprio a me fate questa domanda? Andate da qualcuno che ha sofferto nella vita,
non venite da un uomo come me, che non ha mai sofferto del male in vita sua!'
Ma tutti sapevano che la vita di Sussja, dalla sua nascita fino a quel giorno,
era stata un susseguirsi ininterrotto di sofferenze".
CHASSIDIM
"Se si riflette sul fine cui tendono tutti i mali e le sofferenze che colpiscono l'uomo...
si comprende che in effetti non sono dei mali, ma dei grandi beni,
perché tutte le sofferenze provengono dall'intenzione benevola di Dio,
o per ammonire l'uomo e farlo tornare sui suoi passi o per annullare le sue colpe...
Le sofferenze sono dei grandi benefici, in quanto Dio agisce solo per il bene.
Se l'uomo rifletterà sul loro fine, non ne soffrirà, ma al contrario si riempirà di gioia
per il gran bene che scorgerà nelle sue sofferenze...
Un uomo deve credere che che qualsiasi cosa gli succede durante la sua vita è decretata da Dio
per il suo beneficio nella vita eterna.
L'umile capisce che qualsiasi cosa gli accade per il suo bene"
Rabbi Nachman
Tratto da:
DANIEL LIFSCHITZ (a cura di),
Benedirò il Signore in ogni tempo
giovedì 26 luglio 2012
Lascia traccia
Che la tua vita non sia una vita sterile.
Sii utile.
Lascia traccia.
Illumina con la fiamma della tua fede
e del tuo amore.
Cancella, con la tua vita d'apostolo,
l'impronta viscida e sudicia
che i seminatori impuri dell'odio hanno lasciato.
E incendia tutti i cammini della terra
con il fuoco di Cristo che porti nel cuore.
JOSE' MARIA ESCRIVA'
Sii utile.
Lascia traccia.
Illumina con la fiamma della tua fede
e del tuo amore.
Cancella, con la tua vita d'apostolo,
l'impronta viscida e sudicia
che i seminatori impuri dell'odio hanno lasciato.
E incendia tutti i cammini della terra
con il fuoco di Cristo che porti nel cuore.
JOSE' MARIA ESCRIVA'
lunedì 23 luglio 2012
Le ferite nella sabbia
Due amici camminavano nel deserto.
Ad un tratto, cominciarono a discutere, e l’amico diede uno schiaffo all’altro.
Questo, addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia:
"Il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo".
Continuarono a camminare, finché trovarono un’oasi, dove decisero di fare un bagno.
L’amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò.
Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra: "Il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita".
L’amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò:
"Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché?"
L’altro amico rispose: "Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo".
Impara a scrivere le tue ferite nella sabbia e a incidere nella pietra le tue gioie!
dal web
Ad un tratto, cominciarono a discutere, e l’amico diede uno schiaffo all’altro.
Questo, addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia:
"Il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo".
Continuarono a camminare, finché trovarono un’oasi, dove decisero di fare un bagno.
L’amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò.
Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra: "Il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita".
L’amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò:
"Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché?"
L’altro amico rispose: "Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo".
Impara a scrivere le tue ferite nella sabbia e a incidere nella pietra le tue gioie!
dal web
venerdì 6 luglio 2012
Un pianeta migliore
"Un pianeta migliore
è un sogno che inizia a realizzarsi,
quando ognuno di noi
decide di migliorare se stesso!"
Mohandas Karamchand GANDHI, detto il Mahatma
è un sogno che inizia a realizzarsi,
quando ognuno di noi
decide di migliorare se stesso!"
Mohandas Karamchand GANDHI, detto il Mahatma
Come le onde del mare
Sii come le onde del mare
che pur infrangendosi contro gli scogli
hanno la forza di ricominciare.
S. BAMBAREN
giovedì 5 luglio 2012
L'unica volta
Vivi ogni istante,
ogni sensazione,
ogni sentimento,
ogni pensiero,
ogni parola,
ogni azione,
come se fosse
la prima volta,
l'ultima volta,
l'unica volta.
Tratto da una frase di Madre Teresa
"Dobbiamo pregare come se tutto dipendesse da Dio,
e agire come se tutto dipendesse da noi"
IGNAZIO DI LOYOLA
ogni sensazione,
ogni sentimento,
ogni pensiero,
ogni parola,
ogni azione,
come se fosse
la prima volta,
l'ultima volta,
l'unica volta.
Tratto da una frase di Madre Teresa
"Dobbiamo pregare come se tutto dipendesse da Dio,
e agire come se tutto dipendesse da noi"
IGNAZIO DI LOYOLA
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mercoledì 4 luglio 2012
L'espressione della bontà di Dio
UN RAGGIO DI FELICITA'
Non permettere mai
che qualcuno venga a te e vada via
senza essere migliore e più contento.
Sii l'espressione della bontà di Dio,
bontà nel tuo volto e nei tuoi occhi,
bontà nel tuo sorriso e nel tuo saluto.
Non lasciare che passi un solo giorno
senza che si sia levato un raggio di felicità
su un cuore triste.
Chi nel cammino della vita
ha acceso anche soltanto una fiaccola
nell'ora buia di qualcuno
non è vissuto invano.
MADRE TERESA
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martedì 3 luglio 2012
Ricordati che devi morire!!!
MORTI PRIMA DEL TEMPO
Ho detto spesso alla gente che
il modo per vivere realmente è morire.
Il passaporto per la vita è immaginarsi nella tomba.
Immaginatevi di giacere nella bara, in qualsiasi posizione.
In India li mettiamo nella cassa a gambe incrociate. Talvolta vengono portati al luogo della cremazione in quel
modo. Altre volte, però, sono stesi. Quindi, immaginatevi distesi, morti.
Ora, osservate i vostri problemi da quel punto di vista.
Cambia tutto, non è vero?
Che bella meditazione. Fatela ogni giorno, se ne avete il tempo.
E' incredibile, ma diventerete più vivi.
Uno dei miei libri, "Sorgenti", contiene una meditazione di questo tipo. Si vede il corpo
decomposto, poi le ossa, poi solo polvere.
Ogni volta che parlo di questo, la gente dice: "Che schifo!". Ma cos'è che fa tanto schifo?
E' la realtà, per l'amor del cielo! Tuttavia molti di voi non vogliono vedere la realtà.
Non volete pensare alla morte.
La gente non vive.
La maggior parte di voi non vive, mantiene soltanto in vita il suo corpo. Questa non è vita. Non vivete finché non vi importa un fico secco se vivete o morite. A quel punto, iniziate a vivere. Quando siete pronti a perdere la vostra vita, la vivete.
Ma se proteggete la vostra vita, siete morti.
La vita vi ha solo sfiorato.
Ve ne state seduti nella vostra piccola prigione, spaventati. Perderete il vostro Dio, la vostra
religione, i vostri amici, ogni cosa.
La vita è per chi rischia, davvero.
E' quel che diceva Gesù.
Siete pronti a metterla in gioco?
In alternativa, visitate un cimitero.
E' un'esperienza davvero splendida e purificatrice.
Guardate un nome e dite:
"Caspita, è vissuto tanti anni fa, due secoli fa; deve aver avuto tutti i problemi che ho io, molte notti insonni".
Che follia: viviamo per un tempo tanto breve!
Un poeta italiano diceva: "Ognuno sta solo sul cuor della terra, / trafitto da un raggio di sole: / ed è
subito sera".
E' solo un raggio di sole, e noi lo sprechiamo.
Lo sprechiamo con la nostra ansia, le nostre preoccupazioni, i nostri crucci, i nostri fardelli.
A. DE MELLO, "Messaggio per un'aquila..."
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sabato 30 giugno 2012
L'immagine di sé
"I’m a failure as a woman.
My men expect so much of me,
because of the image they’ve made of me
and that I’ve made of myself,
as a sex symbol.
Men expect so much,
and I can’t live up to it".
"Sono un fallimento come donna.
I miei uomini si aspettano così tanto da me,
a causa dell’immagine che si sono fatti di me
e che io ho costruito di me stessa,
come un sex symbol.
Gli uomini si aspettano molto, e non posso esserne all'altezza".
Marilyn Monroe
"Guai a quell'uomo la cui fama sia superiore alle sue opere" (come diceva qualcuno che adesso non ricordo).
My men expect so much of me,
because of the image they’ve made of me
and that I’ve made of myself,
as a sex symbol.
Men expect so much,
and I can’t live up to it".
"Sono un fallimento come donna.
I miei uomini si aspettano così tanto da me,
a causa dell’immagine che si sono fatti di me
e che io ho costruito di me stessa,
come un sex symbol.
Gli uomini si aspettano molto, e non posso esserne all'altezza".
Marilyn Monroe
"Guai a quell'uomo la cui fama sia superiore alle sue opere" (come diceva qualcuno che adesso non ricordo).
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Talk Talk - Life's what you make it
Baby,
life's what you make it
Piccola, la vita è ciò che ne fai
Can't escape it Non puoi sfuggirla Baby, yesterday's favourite Piccola, ciò che hai scelto ieri Don't you hate it Non odiarlo Everything's all right Tutto va bene Life's what you make it La vita è quello che costruisci Everything's all right Ogni cosa è a posto Baby, life's what you make it Piccola, la vita è ciò che ne fai Don't backdate it Non rimandare Baby, don't try to shade it Piccola, non cercare di metterla in ombra Beauty's naked La bellezza è nuda Everything's all right Life's what you make it Everything's all right Life's what you make it Baby, life's what you make it Piccola, la vita è ciò che ne fai Celebrate it Celebrala Anticipate it Previenila, gioca d'anticipo Yesterday's faded Ieri è passato Nothing can change it Niente potrà cambiarlo Life's what you make it La vita è ciò che costruisci Everything's all right Va tutto bene Life's what you make it La vita è ciò che ne fai Everything's all right Life's what you make it Everything's all right |
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domenica 10 giugno 2012
Ogni giorno è un tesoro inestimabile
Ogni giorno ti vengono consegnate ventiquattro ore d’oro;
sono tra le poche cose che, su questa terra,
ti sono date gratuitamente.
Se anche possedessi montagne di denaro,
non potresti comprare neanche un’ora aggiuntiva.
Che cosa farai con questo tesoro inestimabile?
Ogni santo giorno cerca di fare della tua vita un capolavoro.
sono tra le poche cose che, su questa terra,
ti sono date gratuitamente.
Se anche possedessi montagne di denaro,
non potresti comprare neanche un’ora aggiuntiva.
Che cosa farai con questo tesoro inestimabile?
Ogni santo giorno cerca di fare della tua vita un capolavoro.
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