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martedì 30 ottobre 2012

IL SEGRETO DELLA FELICITA'

LA FELICITA' SECONDO LA BIBBIA

Ti sei mai chiesto qual è il segreto della felicità?
Quand'è che un uomo può dirsi davvero felice?
E che cos'è poi questa benedetta felicità? Perché la cerchiamo tanto?
E' in fondo solo un'illusione o esiste davvero?
E' mai esistito o esiste davvero un uomo che possa dirsi veramente felice?
E se sesiste, in che cosa consiste per te? Nel realizzare i tuoi sogni, desideri, progetti?
Nel realizzare te stessa/o? Nell'avere molti soldi da spendere o tenere per te,
e quindi cose, beni, proprietà, sempre il meglio disponibile sul mercato, 
sempre all'avanguardia e alla moda, sempre più grandi e più belli?
Nell'avere molti uomini o donne (cioè affetto e sesso), stima e fama, potere e successo?
Nel sentirsi belli, eleganti, a posto, uguali o diversi, nell'essere qualcuno?
Nel darsi piacere il più possibile e il più possibile fuggire le sofferenze e le perdite?
Consiste più nell'essere o nell'avere, nel benessere o nel benestare,
nel nutrire, più il corpo, l'anima o lo spirito?
Ma tu sei felice oggi? Vorresti esserlo?



Vediamo come risponde la Bibbia, 
cioè la raccolta delle Sacre Scritture che abbiamo ereditato dai nostri padri
e che sono il frutto di una plurimillenaria Rivelazione divina.

Il Magistero della Chiesa, nel Catechismo della Chiesa Cattolica, ci ricorda:

1718 Le beatitudini rispondono all'innato desiderio di felicità. 
Questo desiderio è di origine divina: Dio l'ha messo nel cuore dell'uomo per attirarlo a sé, perché egli solo lo può colmare.

"Noi tutti certamente bramiamo vivere felici, e tra gli uomini non c'è nessuno che neghi il proprio assenso a questa affermazione, anche prima che venga esposta in tutta la sua portata" (Sant'Agostino, De moribus ecclesiae catholicae).

"Come ti cerco, dunque, Signore? Cercando Te, Dio mio, io cerco la felicità. Ti cercherò perché l'anima mia viva. Il mio corpo vive della mia anima e la mia anima vive di Te" (Sant'Agostino, Confessiones).

"Dio solo sazia" (San Tommaso d'Aquino, Expositio in symbolum apostolicum).


1719 Le beatitudini svelano la mèta dell'esistenza umana, il fine ultimo cui tendono le azioni umane: Dio ci chiama alla sua beatitudine. 
Tale vocazione è rivolta a ciascuno personalmente, ma anche all'insieme della Chiesa, popolo nuovo di coloro che hanno accolto la promessa e di essa vivono nella fede.

Deuteronomio
cap. 4
 
39Sappi dunque oggi e conserva bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; e non ve n'è altro. 40Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti dò, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore tuo Dio ti dà per sempre.

cap. 5

6Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile. 7Non avere altri dei di fronte a me. 8Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 9Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, 10ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.
11Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.
12Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. 13Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, 14ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. 15Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.
16Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà.
17Non uccidere.
18Non commettere adulterio.
19Non rubare.
20Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
21Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.
32Badate dunque di fare come il Signore vostro Dio vi ha comandato; non ve ne discostate né a destra né a sinistra; 33camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore vostro Dio vi ha prescritta, perché viviate e siate felici e rimaniate a lungo nel paese di cui avrete il possesso.  


cap. 6

1Questi sono i comandi, le leggi e le norme che il Signore vostro Dio ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso; 2perché tu tema il Signore tuo Dio osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti dò e così sia lunga la tua vita. 3Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica; perché tu sia felice e cresciate molto di numero nel paese dove scorre il latte e il miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
4Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. 5Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. 6Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; 7li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. 8Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi 9e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
10Quando il Signore tuo Dio ti avrà fatto entrare nel paese che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti; quando ti avrà condotto alle città grandi e belle che tu non hai edificate, 11alle case piene di ogni bene che tu non hai riempite, alle cisterne scavate ma non da te, alle vigne e agli oliveti che tu non hai piantati, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, 12guardati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile.


20Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste norme che il Signore nostro Dio vi ha date? 21tu risponderai a tuo figlio: Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente. 22Il Signore operò sotto i nostri occhi segni e prodigi grandi e terribili contro l'Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa. 23Ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci. 24Allora il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi, temendo il Signore nostro Dio così da essere sempre felici ed essere conservati in vita, come appunto siamo oggi. 25La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi, davanti al Signore Dio nostro, come ci ha ordinato. 

cap. 8

12Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, 13quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, 14il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile; 15che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; 16che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, per umiliarti e per provarti, per farti felice nel tuo avvenire. 17Guardati dunque dal pensare: La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze. 18Ricordati invece del Signore tuo Dio perché Egli ti dà la forza per acquistare ricchezze, al fine di mantenere, come fa oggi, l'alleanza che ha giurata ai tuoi padri. 19Ma se tu dimenticherai il Signore tuo Dio e seguirai altri dei e li servirai e ti prostrerai davanti a loro, io attesto oggi contro di voi che certo perirete!

cap. 30

15Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; 16poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. 17Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dei e a servirli, 18io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano. 19Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, 20amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare sulla terra che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe


Tobia  

cap. 13

9Io esalto il mio Dio e celebro il re del cielo
ed esulto per la sua grandezza.
10Tutti ne parlino
e diano lode a lui in Gerusalemme.
Gerusalemme, città santa,
ti ha castigata per le opere dei tuoi figli,
e avrà ancora pietà per i figli dei giusti.


 14Maledetti coloro che ti malediranno,
maledetti saranno quanti ti distruggono,
demoliscono le tue mura,
rovinano le tue torri
e incendiano le tue abitazioni!
Ma benedetti sempre quelli che ti ricostruiranno.
15Sorgi ed esulta per i figli dei giusti,
tutti presso di te si raduneranno
e benediranno il Signore dei secoli.
Beati coloro che ti amano
beati coloro che gioiscono per la tua pace.
16Beati coloro che avranno pianto per le tue sventure:
gioiranno per te e vedranno tutta la tua gioia per sempre.
Anima mia, benedici il Signore, il gran re,
17Gerusalemme sarà ricostruita
come città della sua residenza per sempre.
Beato sarò io, se rimarrà un resto della mia discendenza
per vedere la tua gloria e dar lode al re del cielo. 


Giobbe

cap. 5

17Felice l'uomo, che è corretto da Dio:
perciò tu non sdegnare la correzione
dell'Onnipotente,

18perché egli fa la piaga e la fascia,
ferisce e la sua mano risana.


Salmi

1

1Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
2 ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
3Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
4Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
5perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.
6Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

CONTINUA...

venerdì 27 luglio 2012

Non rubare i doni di Dio!

"Di' al confessore 
che tratto con la tua anima tanto intimamente,
perché tu non rubi i Miei doni
e per questo riverso ogni genere di grazie sulla tua anima,
perché so che non te ne appropierai".

GESU' A Faustina Kowalska






Quanto è importante fare attenzione a non rubare i doni di Dio!!!
In che modo si può far questo grave errore? 
Rubando la sua gloria, cioè prendendosene i meriti, 
vantandosene come se fosse opera propria.
Nascondendoli gelosamente, tendoseli per sé,
magari disprezzandoli per le proprie insicurezze 
o il proprio orgoglio o perché si hanno altri progetti.

"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Matteo 10,8)

"Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse:
«Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato
e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura 
e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: 
 ecco ciò che è tuo».
Il padrone gli rispose:
«Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato
e raccolgo dove non ho sparso;
avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri
e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse.
Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.
Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; 
ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha". (Matteo 25,24ss)

"Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà;
ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? 
O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?"  (Matteo 16,25-26)

giovedì 26 luglio 2012

I grandi draghi e la fiducia in Dio (1)


I DRAGONI CHE IMPEDISCONO LA FIDUCIA IN DIO

La fiducia in Dio ha molti impedimenti.
Io li chiamo i dragoni che rendono difficoltoso confidare in Dio.
Sono circostanze che marcano delle ferite in tutta la nostra vita.

Per esempio, la paura, il rifiuto di sé, il senso di colpa, la tristezza e la depressione, il risentimento, l’insicurezza, complessi di inferiorità: questi sono grandi draghi che rubano la fiducia in Dio.


 
Se ti senti ferito, la prima cosa da fare è non rifiutare te stesso.
Non ti condannare! Guardati attraverso gli occhi di Gesù.
Benedici Dio per tutto ciò che percepisci in te.

Ascolta quello che ti dice Dio in Isaia 54,10:
“Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero,
non si allontanerà da te il mio affetto
e la mia alleanza di pace non si muoverà,
dice il Signore che ha compassione di te”.

Qualunque sia il trauma della tua vita, 
che ti impedisce di confidare pienamente in Dio,
non rigettare te stesso: 
la vita non si può ripetere, ma si può ricostruire,
per questo Gesù è qui! Gesù sta qui!!! Qui, in mezzo a noi!!!

Gesù è qui. E con la forza del suo spirito 
vuole rinnovare il tuo cuore.
Anche se tu puoi offrirgli solo le rovine del tuo cuore,
partendo da queste rovine Gesù può ricostruire la tua vita
e può fare della tua vita una festa...

Padre Manuel Rodriguez

venerdì 15 giugno 2012

La via d'uscita

 
"Quando siete tristi,
quando avrete delle difficoltà,
andate da Gesù, Lui vi darà Forza. 

Quando vi sembra che non c'è via d'uscita,
Sappiate che è Lui, l'uscita !"

martedì 12 giugno 2012

Carpe diem

Cogli la rosa quand'è il momento

L'attimo fuggente (Dead Poets Society, 1989)

"Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento".        
Perché il poeta usa questi versi? [...] Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà.   
Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati.  Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli... pieni di ormoni come voi... e invincibili, come vi sentite voi... Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. 
Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale?    
Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? "Carpe...", "Carpe diem...", "Cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita!"






John Keating (Robin Williams), in "L'attimo fuggente" (1989)


"Se avessi saputo che Dio era qui, non mi sarei certo addormentato" (Gen 28,16 trad. di Rashi)

Figlio mio, non perdere tempo, non lo sprecare, non buttarlo via!
Perché il tuo tempo è prezioso, anzi, a dirla tutta non è neanche "tuo", non ti appartiene, ma ti è stato donato, concesso, messo a disposizione per amministrarlo saggiamente facendolo fruttare.

E' un cairòs, un tempo propizio per essere felice e fare il bene, per sperimentare la grazia della relazione facendoti prossimo agli altri, per amare, donarti e costruire una casa sulla roccia, per scrivere il libro della tua vita che rimarrà scolpito in eterno, per entrare nell'eternità: capisci quant'è importante ogni singolo istante? 

La vita è troppo breve per perdere tempo, ogni attimo è irripetibile e non tornerà, è troppo importante per gettarlo via, ogni istante va celebrato, santificato e vissuto più intensamente possibile!



E non aver paura della fatica, perché "Tibi fatigatus est Jesus" (Agostino), Cristo si è affaticato e stancato per te, e così pure i tuoi genitori, maestri e professori, preti e catechisti hanno dato il tempo e la vita per te...


Questo è il tempo della fatica, del cammino, del pellegrinaggio, della conversione continua, del fare e del costruire con perseveranza e pazienza, dell'incarnazione nella storia, della passione e della kenosis, bisogna essere contemplattivi...


Per fare grandi cose, devi compiere fedelmente, con amore, zelo e perseveranza, nel modo migliore possibile, con attenzione, presenza e disponibilità, quelle che sembrano piccole e magari poco importanti. 

Ogni singolo istante della tua vita, tu scegli liberamente se seguire Cristo ed essergli fedele, se realizzare concretamente quel patto che ti ha proposto e promesso, oppure no. 
Dio è presente qui ed ora, nei fatti concreti della tua vita, nelle persone che incontri! Ricorda: proprio adesso stai scegliendo e decidendo della tua vita e della tua storia. Oggi, convertiti! Svegliati adesso, la tua felicità è qui e ora. E' adesso il tempo di amare: se non ora, quando?
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domenica 10 giugno 2012

Riconoscersi peccatori

"Non esiste peccato più grave di quello che consiste 
nel negare il peccato stesso. 
Il peccato d’oggi sta nell’aver perso il senso del peccato." 
Pio XII


"Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.
2Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno. 
3Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
4Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d'estate inaridiva il mio vigore. 
5Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe»
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato".

SALMO 32

7Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
8Ma tu vuoi la sincerità del cuore
e nell'intimo m'insegni la sapienza.
19Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
SALMO 51



"Il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe, (lo stesso Iddio di Gesù Cristo)
non è un Dio che se ne sta solo a godersi lo spettacolo del mondo
ma è un Dio che è entrato in un rapporto d'amicizia, d'alleanza con l'uomo, tanto che, (pensate!), l'ebraico usa, per dire la verità, una parola molto importante all’interno del proprio lessico etico – religioso che significa fedeltà, ovvero emeth.

Il peccato consiste nel rompere questa fedeltà,
ovvero nel non amare l'amore con cui siamo stati amati. 

Allora, da questo punto di vista, quando si corrisponde a questo amore,
si è amati in modo pieno e totale, da cui segue che il vivere lontani dal peccato è bello. Quando uno si sente amato, di solito, è nella gioia. In questo senso non peccare, ovvero corrispondere all'amore con cui Dio ci ha amati per primo, è quanto di più bello ci possa essere.

Perché è così difficile farlo? Perché a volte può sembrarci che, corrispondendo a questo amore paterno, a questo amore di Dio, (che potremmo configurarci come paterno o materno, a seconda dei casi), noi esseri umani non siamo sufficientemente liberi di gestirci la nostra vita. Insomma, il peccato nasce da questo desiderio di spezzare l'alleanza per essere noi i protagonisti e non i partner di un legame d'amore".
BRUNO FORTE


"Devo dire che l’idea che noi cristiani abbiamo di peccato è un po’ approssimativa, e quella che ne ha il mondo intorno assolutamente grottesca.
Esiste il peccato?

Oggi si tende a negare questa realtà, parlando al limite di fragilità interiore o di senso di colpa.
Attenti amici: il senso di colpa non è in alcun modo un peccato. Del peccato ha solo l’apparenza, ma non porta a conversione e, normalmente, non coinvolge la libertà. Per commettere un peccato dobbiamo poter scegliere di negare l’amore, ostinarci in questa chiusura di cuore.

Sono andato ad informarmi sul significato della parola “peccato” nell’A.T..
Sono rimasto allibito: uno dei termini più usati significa: fallire il bersaglio dell’arco.
Fare cilecca, insomma! Fallire il bersaglio, non realizzare il progetto, sbagliare ciò a cui sei chiamato: questo è il peccato.

Ma non è disubbidire a Dio? Dipende che significato diamo a “ubbidire.” Se ubbidire a Dio è come facevi con tua madre quando avevi cinque anni allora proprio per niente! Ma se ubbidire vuol dire, nel senso etimologico del termine “ob-audire”, cioè ascoltare in piedi, allora sì!

Se sei convinto di sapere tu qual è la tua vita, non ascolti ciò che Dio ti sussurra al cuore e fai di testa tua, allora auguri, ne hai bisogno!

Ho l’impressione che l’uomo fatichi a percepirsi peccatore perché crede che dire: “sono un peccatore” equivalga a dire: “non valgo a nulla.” Ma non è questo, per niente!
Il peccato è la percezione dell’uomo di essere fatto per qualcosa di enorme e di accontentarsi della mediocrità. Se scegliamo la gestione della nostra vita senza coinvolgere Dio corriamo il rischio di fallimento totale! Il peccato è dire “no” all’amore. Tutto qui".

http://www.tiraccontolaparola.it/template_pagine/pg_11.asp?idct=321&idlv=40