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domenica 11 novembre 2012

IL SEGRETO DELLA FELICITA' 2

 
LA FELICITA' SECONDO LA BIBBIA (2)
 
Ti sei mai chiesto qual è il segreto della felicità?
Quand'è che un uomo può dirsi davvero felice?
E che cos'è poi questa benedetta felicità? Perché la cerchiamo tanto?...
 
Vediamo come risponde la Bibbia...
 
 
 
 
Salmi 
 
Beato chi in lui si rifugia. (2,12 e 34,9)
 
23
 
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
2
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce...

6
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita
,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni. 


32

Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.

2
Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno.
3Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
4
Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d'estate inaridiva il mio vigore.
5Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe»
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato. 



 
 40, 5
    
Beato l'uomo che spera nel Signore
e non si mette dalla parte dei superbi,
né si volge a chi segue la menzogna. 
 
 
41,2s

Beato l'uomo che ha cura del debole,
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Veglierà su di lui il Signore,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.
 
 
65,5
 
Beato chi hai scelto e chiamato vicino.
 
 
 
 
84

5Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi!

6Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio
...
 
12Poiché sole e scudo è il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene
a chi cammina con rettitudine.
13
Signore degli eserciti,
beato l'uomo che in te confida.
 
 
89,16
 
Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto 


94,12
 
Beato l'uomo che tu istruisci, Signore,
e che ammaestri nella tua legge
 
 
106,3
Beati coloro che agiscono con giustizia
e praticano il diritto in ogni tempo. 
 
 
112
 
Beato l'uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

2Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
3Onore e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre.
4Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,
buono, misericordioso e giusto.
5Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.

6Egli non vacillerà in eterno:
Il giusto sarà sempre ricordato.
7Non temerà annunzio di sventura,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
8Sicuro è il suo cuore, non teme,
finché trionferà dei suoi nemici.
9Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua potenza s'innalza nella gloria.
 
 
119
 
Beato l'uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.
2Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.  


127

4Come frecce in mano a un eroe
sono i figli della giovinezza.
5Beato l'uomo che ne ha piena la faretra:
non resterà confuso quando verrà a trattare
alla porta con i propri nemici. 
 
 
128
 
Beato l'uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
2Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene.
3La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.
4Così sarà benedetto l'uomo
che teme il Signore. 
 
 
146
 
3Non confidate nei potenti,
in un uomo che non può salvare.
4Esala lo spirito e ritorna alla terra;
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.
5Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,
chi spera nel Signore suo Dio,

6creatore del cielo e della terra,
del mare e di quanto contiene. 

Ballare sotto la pioggia


 
La vita
non è aspettare
che passi la tempesta,
ma imparare a ballare
sotto la pioggia.

Gandhi


 dal web, Il rifugio di Kim

martedì 12 giugno 2012

Carpe diem

Cogli la rosa quand'è il momento

L'attimo fuggente (Dead Poets Society, 1989)

"Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento".        
Perché il poeta usa questi versi? [...] Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà.   
Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati.  Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli... pieni di ormoni come voi... e invincibili, come vi sentite voi... Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. 
Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale?    
Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? "Carpe...", "Carpe diem...", "Cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita!"






John Keating (Robin Williams), in "L'attimo fuggente" (1989)


"Se avessi saputo che Dio era qui, non mi sarei certo addormentato" (Gen 28,16 trad. di Rashi)

Figlio mio, non perdere tempo, non lo sprecare, non buttarlo via!
Perché il tuo tempo è prezioso, anzi, a dirla tutta non è neanche "tuo", non ti appartiene, ma ti è stato donato, concesso, messo a disposizione per amministrarlo saggiamente facendolo fruttare.

E' un cairòs, un tempo propizio per essere felice e fare il bene, per sperimentare la grazia della relazione facendoti prossimo agli altri, per amare, donarti e costruire una casa sulla roccia, per scrivere il libro della tua vita che rimarrà scolpito in eterno, per entrare nell'eternità: capisci quant'è importante ogni singolo istante? 

La vita è troppo breve per perdere tempo, ogni attimo è irripetibile e non tornerà, è troppo importante per gettarlo via, ogni istante va celebrato, santificato e vissuto più intensamente possibile!



E non aver paura della fatica, perché "Tibi fatigatus est Jesus" (Agostino), Cristo si è affaticato e stancato per te, e così pure i tuoi genitori, maestri e professori, preti e catechisti hanno dato il tempo e la vita per te...


Questo è il tempo della fatica, del cammino, del pellegrinaggio, della conversione continua, del fare e del costruire con perseveranza e pazienza, dell'incarnazione nella storia, della passione e della kenosis, bisogna essere contemplattivi...


Per fare grandi cose, devi compiere fedelmente, con amore, zelo e perseveranza, nel modo migliore possibile, con attenzione, presenza e disponibilità, quelle che sembrano piccole e magari poco importanti. 

Ogni singolo istante della tua vita, tu scegli liberamente se seguire Cristo ed essergli fedele, se realizzare concretamente quel patto che ti ha proposto e promesso, oppure no. 
Dio è presente qui ed ora, nei fatti concreti della tua vita, nelle persone che incontri! Ricorda: proprio adesso stai scegliendo e decidendo della tua vita e della tua storia. Oggi, convertiti! Svegliati adesso, la tua felicità è qui e ora. E' adesso il tempo di amare: se non ora, quando?
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domenica 10 giugno 2012

Riconoscersi peccatori

"Non esiste peccato più grave di quello che consiste 
nel negare il peccato stesso. 
Il peccato d’oggi sta nell’aver perso il senso del peccato.
Pio XII


"Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.
2Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno. 
3Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
4Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d'estate inaridiva il mio vigore. 
5Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe»
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato".

SALMO 32

7Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
8Ma tu vuoi la sincerità del cuore
e nell'intimo m'insegni la sapienza.
19Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
SALMO 51



"Il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe, (lo stesso Iddio di Gesù Cristo)
non è un Dio che se ne sta solo a godersi lo spettacolo del mondo
ma è un Dio che è entrato in un rapporto d'amicizia, d'alleanza con l'uomo, tanto che, (pensate!), l'ebraico usa, per dire la verità, una parola molto importante all’interno del proprio lessico etico – religioso che significa fedeltà, ovvero emeth.

Il peccato consiste nel rompere questa fedeltà,
ovvero nel non amare l'amore con cui siamo stati amati

Allora, da questo punto di vista, quando si corrisponde a questo amore,
si è amati in modo pieno e totale, da cui segue che il vivere lontani dal peccato è bello. Quando uno si sente amato, di solito, è nella gioia. In questo senso non peccare, ovvero corrispondere all'amore con cui Dio ci ha amati per primo, è quanto di più bello ci possa essere.

Perché è così difficile farlo? Perché a volte può sembrarci che, corrispondendo a questo amore paterno, a questo amore di Dio, (che potremmo configurarci come paterno o materno, a seconda dei casi), noi esseri umani non siamo sufficientemente liberi di gestirci la nostra vita. Insomma, il peccato nasce da questo desiderio di spezzare l'alleanza per essere noi i protagonisti e non i partner di un legame d'amore".
BRUNO FORTE


"Devo dire che l’idea che noi cristiani abbiamo di peccato è un po’ approssimativa, e quella che ne ha il mondo intorno assolutamente grottesca.
Esiste il peccato?

Oggi si tende a negare questa realtà, parlando al limite di fragilità interiore o di senso di colpa.
Attenti amici: il senso di colpa non è in alcun modo un peccato. Del peccato ha solo l’apparenza, ma non porta a conversione e, normalmente, non coinvolge la libertà. Per commettere un peccato dobbiamo poter scegliere di negare l’amore, ostinarci in questa chiusura di cuore.

Sono andato ad informarmi sul significato della parola “peccato” nell’A.T..
Sono rimasto allibito: uno dei termini più usati significa: fallire il bersaglio dell’arco.
Fare cilecca, insomma! Fallire il bersaglio, non realizzare il progetto, sbagliare ciò a cui sei chiamato: questo è il peccato.

Ma non è disubbidire a Dio? Dipende che significato diamo a “ubbidire.” Se ubbidire a Dio è come facevi con tua madre quando avevi cinque anni allora proprio per niente! Ma se ubbidire vuol dire, nel senso etimologico del termine “ob-audire”, cioè ascoltare in piedi, allora sì!

Se sei convinto di sapere tu qual è la tua vita, non ascolti ciò che Dio ti sussurra al cuore e fai di testa tua, allora auguri, ne hai bisogno!

Ho l’impressione che l’uomo fatichi a percepirsi peccatore perché crede che dire: “sono un peccatore” equivalga a dire: “non valgo a nulla.” Ma non è questo, per niente!
Il peccato è la percezione dell’uomo di essere fatto per qualcosa di enorme e di accontentarsi della mediocrità. Se scegliamo la gestione della nostra vita senza coinvolgere Dio corriamo il rischio di fallimento totale! Il peccato è dire “no” all’amore. Tutto qui".

http://www.tiraccontolaparola.it/template_pagine/pg_11.asp?idct=321&idlv=40